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PERCORSI INTRECCIATI TRA MENTE, CERVELLO E CORPO


PERCORSI INTRECCIATI TRA MENTE, CERVELLO E CORPO
26/09/2008, 17:09

Il modo in cui i malati fronteggiano la malattia e cercano di migliorare la qualità della vita in condizioni di salute precarie, ha contribuito all’affermazione di una nuova area di studio in cui si colloca la psicologia ospedaliera o della Salute.

I progressi della medicina, che hanno consentito di curare molte patologie e di far assumere, ad altre, un tempo mortali, un decorso cronico, hanno comportato una sempre maggiore attenzione alla componente soggettiva del paziente, creando le condizioni per una visione più ampia dell'assistenza alla persona malata. La crescente attenzione all'umanizzazione delle strutture sanitarie ed ai bisogni emotivi dei pazienti e dei loro familiari, ha imposto, all'interno degli ospedali, la creazione di strutture appositamente dedicate alla cura psicologica.

I più recenti sviluppi scientifici dell’affascinante intreccio tra cervello, mente e corpo sarà il tema del convegno d’apertura del III Corso di Psicologia Ospedaliera, dal titolo “Portare la Psicologia in Ospedale”, aperto a psicologi e medici, organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Campania - Gruppo di Lavoro di Psicologia Ospedaliera - che si terrà venerdì 26 settembre presso la sala convegni isola C3 Centro direzionale - Assessorato alla Sanità.

Sarà questa un’occasione per discutere di come la psicologia all’interno degli ospedali possa contribuire a rilanciare una nuova concezione della salute, a dimostrazione del fatto che l'intervento psicologico sia mirato a favorire il processo di accettazione, adattamento e reazione alla patologia, a favorire il rapporto con l'equipe curante, a sostenere il paziente sul piano emotivo, a promuovere l'assunzione di responsabilità individuale nel processo decisionale.

Il tema dell’interazione mente-corpo verrà affrontato a partire dalle considerazioni sui Neuroni Specchio, una delle scoperte più recenti ed importanti della neuropsicofiologia, fino a presentare i vantaggi assistenziali che i pazienti ricevono quando la loro cura si fonda sulla collaborazioni e sull’integrazione di medici e psicologi.

Il corso sarà itinerante e si svolgerà grazie alla disponibilità dei Direttori Generali Giordano, Lanzetta e Di Minno, presso l’AO Cotugno, l’AO Rummo, e l’ASL Napoli 1, coniugando la formazione degli psicologi come un’occasione per la promozione e la verifica dei livelli di assistenza psicologica presenti negli ospedali campani.

“L'ingresso dello psicologo nella struttura ospedaliera -sostiene Claudio Zullo, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania - è in Italia un fatto recente, mentre in altri paesi

già da tempo esistono dipartimenti di psicologia nei quali il lavoro è organizzato e programmato con autonomia professionale e operativa. Tuttavia, tale modello organizzativo è in rapida espansione in alcune regione. Per quanto riguarda la Campania - continua Zullo - la situazione è inaccettabile perché, nonostante il Piano Regionale Ospedaliero abbia previsto di garantire ai cittadini campani adeguati livelli di assistenza psicologica, quest’ultima è negato alla quasi totalità dei pazienti. Va sottolineato inoltre che tale carenza assistenziale risulta un danno per i pazienti, ma è anche segno di arretratezza culturale e quindi di inappropriatezza delle prestazioni. Un errore clinico ed economico che una sanità in crisi di credibilità ed economica non si può permettere. Allo stesso tempo - conclude il Presidente Zullo - è anche un’offesa nei confronti dei numerosi psicologi sempre più preparati e richiesti da medici e da pazienti e pur tuttavia assolutamente emarginati ed esclusi da un rapporto lavorativo. Appare fondamentale, un’azione incisiva dell’Assessorato e del Consiglio regionale, perché anche in una situazione di crisi economica il buon contadino taglia i rami secchi ma coltiva i germogli”.

In Campania gli psicologi attualmente in servizio sono circa 15, i quali operano in una decina di ospedali in settori specifici. Un’altra quindicina hanno contratti di vario tipo. È pur vero che gli spazi assistenziali e, conseguentemente occupazionali, sono elevati: si possono ipotizzare almeno 100 posti ai quali vanno aggiunti quelli che potrebbero operare da liberi professionisti di sostegno sul territorio.

“Nella nostra regione - afferma Domenico Del Forno, coordinatore del Gruppo di Lavoro Psicologia Ospedaliera ed organizzatore del Corso - sono solo una decina gli psicologi di ruolo che lavorano in Ospedale. Questo significa che i livelli di assistenza psicologica previsti dai protocolli clinici internazionali ai pazienti oncologici, cardiopatici, con danni neuromotori, ma in genere a tutto il sistema ospedaliero campano sono negati”.

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di Redazione
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