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4 miliardi e 600 milioni di anni fa nasceva la Terra

Pianeta Terra: l'origine


Pianeta Terra: l'origine
27/08/2010, 09:08

Gli uomini, fin da i primordi, si sono interrogati sull’origine del Pianeta sul quale viviamo. Nei diversi luoghi della Terra, nonostante una dissimile visione culturale, il mito sulle origini ha accomunato le tradizioni delle tante popolazioni primitive.
      Filosofi come Aristotele coltivavano l’idea che il mondo non avesse né inizio né fine. Il pensiero religioso precristiano, quello ebraico e quello cristiano affermano, invece, che il tutto sia stato creato dal nulla in tempi e con processi diversi: il cielo, il Sole, la Terra, i mari, l’Uomo stesso (maschio e femmina). E’ la creazione descritta dalla Bibbia. Le Sacre Scritture hanno influenzato non poco il pensiero del mondo occidentale sull’origine della Terra e, per molto tempo, il metodo d’indagine scientifico si è dovuto tessere con l’approccio religioso. L’Uomo è considerato al centro dell’Universo e tutto il Creato esiste a motivo della sua presenza. Tale visione di centralità dell’Uomo ha portato all’idea che Dio avesse creato la Terra poco tempo prima della comparsa degli esseri umani. Nella tradizione cristiana, infatti, l’età del Pianeta sul quale viviamo, veniva quantificata in solo alcune migliaia di anni. Il calcolo era strutturato sul numero di generazioni intercorse dalla creazione di Adamo all’avvento di Gesù Cristo.
      Nel 1620, pensate, Keplero congetturò un’età della Terra non più lontana di 5900 anni. L’arcivescovo Ussher, primate della Chiesa anglicana irlandese, invece, nel 1650 indicò nel 4004 a.C. la data della creazione della Terra. La stima di Ussher incontrò ampio consenso e, nel 1702, trovò ingresso nell’edizione canonica della Bibbia anglicana.
      Col tempo molti naturalisti affrontarono l’argomento. L’immagine della nascita della Terra cominciava ad assumere maggiore concretezza scientifica: l’età del Pianeta arretrava sempre di più nel tempo.
      James Hutton, Il padre della Geologia moderna, con la sua pubblicazione Theory of the Earth, nel 1788 affermò di non aver rinvenuto nella natura “tracce di un inizio o indizi di una fine”.
      Nella seconda metà del XIX Secolo, gran parte dei geologi conveniva sull’idea di una Terra con alle spalle centinaia di milioni di anni. Per Lord Kelvin, un importante fisico inglese, la Terra era relativamente giovane con solo alcune decine di milioni di anni. La sua congettura derivava dall’assunto che, inizialmente, il Pianeta fosse una massa incandescente. Bastava, quindi, calcolare il tempo affinché potesse raffreddarsi, fino alla temperatura attuale e il gioco era fatto! A Kelvin, in tutto questo, sfuggì un particolare: la Terra genera, di continuo, calore al suo interno a causa della radioattività.
     La Terra è nata 4 miliardi e 600 milioni di anni fa, secondo quanto stabilito da moderni studi. Oggi, questa età è condivisa da tutti gli studiosi. L’antropocentrismo, quindi, è soltanto un’illusione. Il Pianeta ha avuto origine moltissimo tempo prima che l’Uomo ne abitasse le sue regioni.
  
 

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di Rossella Saluzzo
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