Salute e benessere / Salute

Commenta Stampa

Dalla Val D'Aosta alla Sicilia le decisioni delle giunte

Pillola abortiva: ecco le nuove regole regione per regione


Pillola abortiva: ecco le nuove regole regione per regione
01/04/2010, 22:04

NAPOLI - Non tutte le regioni d'Italia si trovano sulla stessa lunghezza d'onda riguardo le modalità di somministrazione, la tempistica e l'iter che accompagnano l'utilizzo della  discussa pillola Ru486. In linea con i risultati elettorali, si nota una maggiore apertura delle giunte di centrosinistra riguardo l'utilizzo del farmaco mentre, per quelle a maggioranza di centrodestra (Piemonte in primis) l'attenggiamento è enorme cautela se non addirittura di totale divieto.

VALLE D'AOSTA
l'assessore regionale alla Sanità
Albert Laniece si dice e dimostra cauto riguardo l'utilizzo della pillola ma, prefigurando la tendenza a favorire il ricovero ospedaliero anche prolugato ma, al contempo, precisa che nessun organo amministrativo locale può vietare l'utilizzo del farmaco dato che, lo stesso, è stato ritenuto valido dall'Aifa(Agenzia italiana del farmaco).

P.A. TRENTO
Già pronta una normativa che prevede l'eventuale somministrazione in day hospital.

PIEMONTE
Anche in questa regione è stato previsto il ricovero in day hospital; con l'aggiunta, però, di una fase di monitoraggio che segua la donna anche dopo il termine della breve degenza in ospedale; durante tutto il periodo previsto per la buona riuscita dell'aborto. Il neo governatore eletto Roberto Cota, però, ha già dichiarato guerra alla Ru486, assicurando infatti che farà "di tutto per contrastane l'impiego".

LOMBARDIA
Regime (ed atteggiamento) praticamente identico a quello del Piemonte; con il Presidente Formigoni che ha aperto la possibilità della somministrazione con ricovero ospedaliero ordinario precisando però che "la Ru486 va nella direzione opposta alla difesa della vita e della legge 194 perché scarica sulla donna tutto il peso psicologico e fisico di una esperienza traumatica".

VENETO
Stesse procedure e vedute contrarie anche nell'altro colosso nordico; con Zaia che prevede il ricovero in day hospital ma si dice assolutamente contrario all'utilizzo della pillola e pronto a studiare un sistema che possa far valere in maniera più decisiva il suo parere negativo.

EMILIA ROMAGNA
Anche nella regione "rossa" si agirà come in Piemonte (compreso il monitoraggio previsto per tutto il periodo necesario all'aborto) con la differenza, però, che mancano le dichiarazioni estremamente contrarie e contrariate del presidente della Regione.

TOSCANA
Previsto il day hospital, il potenziamento dei consultori con la formazione di oltre 500 operatori di settore ed il coordinamento del progetto nazionale per la prevenzione delle Ivg (le interruzioni volontarie di gravidanza, fra le donne straniere). Per Rossi, neoeletto alla Regione, le riflesioni e le dichiarazioni di Cota sono solo "stupidaggini".

UMBRIA
Ancora nessuna normativa specifica è stata approvata ma, poco prima di essere eletta, la neogovernatrice Catiuscia Marini (Pd) aveva assicurato:"Sarò molto ferma: sì alla Ru486 con il vaglio medico-scientifico, a cui spetta stabilire se vada somministrata in day hospital o in degenza ospedaliera".

LAZIO

Mancano le ultime disposizioni-dettagli ma Renata Polverini ha già precisato che, l'eventuale utilizzo della pillola abortiva "seguirà lo stesso percorso dell'aborto chirurgico, quindi sarà somministrata in ospedale".

CAMPANIA
Non esiste al momento una norma regionale che possa regolamentare la delicata questione medico-etica. Il governatore Stefano Caldoro appena eletto, però, si è detto in pieno accordo con la linea dettata da Roberto Cota in Piemonte ed ha poi precisato che:"La Ru486 debba essere prevista in regime di ricovero ospedaliero"

BASILICATA
Anche in questa regione nessun disegno normativo è stato ancora pensato. Il confermato Di Filippo assicurà però che il consiglio si riunirà nei prossimi giorni per decidere a riguardo.

PUGLIA
Nichi Vendola si è affidato direttamente alla sperimentazione già avviata al Policlinico di Bari e nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Si attengono dunque i risultati per decidere come regolamentare la somministrazione della pillola.

CALABRIA
Come per diverse altre regioni anche in Calabria manca ancora una norma specifica. Il neo governatore Giuseppe Scopelliti ha però precisato che:"l'unica ipotesi percorribile per la somministrazione della pillola abortiva è quella dell'ospedale".

SICILIA
Già diversi mesi fa, l'assessore alla sanità Russo, aveva assicurato che la giunta regionale si sarebbe basata "in modo scrupoloso alle direttive contenute nella determina dell'Aifa".

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©