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Petizione organizzata dall'associazione Luca Coscioni

Pillola del giorno dopo: 3000 firme contro la ricetta


Pillola del giorno dopo: 3000 firme contro la ricetta
08/03/2010, 19:03

NAPOLI - Gli studenti dell''associazione Luca Coscioni hanno raccolto nella giornata odierna 3000 firme per dire no all'obbligo di ricetta medica per l'utilizzo della pillola del giorno dopo. Approfittando anche del giorno della festa della donna, i ragazzi hanno così inviato al ministro della Salute Ferruccio Fazio tutti i documenti necessari per chiedere l'abrogazione della legge che prevede la prescrizione per l'acquisto della pillola. Sempre in mattinata si è svolto un sit-in di protesta sul Lungotevere Ripa al quale hanno preso parte Annalisa Chirico (Segretaria Studenti Luca Coscioni), Rocco Berardo (Tesoriere Ass. Luca Coscioni) e Giulia Innocenzi (Presidente Studenti Luca Coscioni e conduttrice di Generazione Zero ad Annozero). La Chierico ha dunque colto l'occasione per spiegare che, la pillola del giorno dopo, non deve assolutamente essere confusa con la pillola abortiva e che "il contraccettivo d'emergenza in Francia è distribuito gratuitamente alle minorenni e in molti altri Paesi, tra cui la civilissima Gran Bretagna, in Belgio e in Spagna, è venduto come un normale farmaco da banco senza ricetta medica".
Obiettivo dichiarato dai membri dell'associazione è quello di "ripristinare il diritto dei cittadini a conoscere, affinché la sessualità sia vissuta in maniera libera e responsabile". Un'iniziativa sicuramente pregevole ed importante che ha tentanto di sfatare alcuni "miti" che aleggiano intorno al contraccettivo e presentato una richiesta condivisibile che si fonda, se non altro, su ragioni di logica e buon senso.
E a proposito di buon senso è pacifico che ai più giovani vada fatto intendere che, la pillola, non è comunque un farmaco di cui abusare e che, in ogni caso, i rapporti vanno consumati con le adeguate protezioni. Il tutto, ovviamente, affinchè una "liberalizzazione" non sia affiancata da un approggio sessuale pericolosamente incauto e scellerato.

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di Germano Milite
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