Salute e benessere / Salute

Commenta Stampa

Piste da sci e lettini, quando i raggi UV fanno male agli occhi


Piste da sci e lettini, quando i raggi UV fanno male agli occhi
26/10/2009, 10:10

L'esposizione senza precauzioni provoca tumori palpebrali: circa 4mila nuovi casi ogni anno. La soluzione chirurgica presentata dall'oculoplasta italiano Francesco Bernardini al meeting dell'American Academy of Ophthalmology in corso a San Francisco
Cappellini, occhiali e creme protettive. Non ci sono altre precauzioni per prevenire il tumore palpebrale, in particolare se si hanno i capelli e la carnagione chiari. E adesso che la tintarella estiva sta passando e le piste da sci si preparano alla nuova stagione, è necessario fare attenzione perché una prolungata esposizione al sole o una seduta abbronzante senza le dovute attenzioni sono alla base dei tumori palpebrali, conosciuti anche come basaliomi o epiteliomi basocellulari: un tumore della pelle tra i più diffusi che, si stima, colpisca ogni anno circa 4mila nuove persone. Può essere difficile riconoscerlo, ma una sua tardiva diagnosi può comportare anche a interventi di rimozione complessi. «Parliamo di interventi che, per essere eseguiti correttamente, quindi evitare che il tumore possa riformarsi, richiedono anche la ricostruzione di parte della palpebra», spiega Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico che andrà a insegnare agli oculisti americani proprio le ultime scoperte sui tumori palpebrali. "Periocular tumors and techniques of eyelid reconstrucition" è infatti il titolo della lezione che Bernardini terrà durante il meeting annuale dell'American Academy of Ophthalmology (Aao), in programma a San Francisco (California) dal 24 al 27 ottobre.
«L'eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, specialmente nei soggetti con capelli biondi, occhi azzurri e carnagione chiara, è la causa principale dell'insorgenza dei tumori delle palpebre che si localizzano frequentemente nella zona del canto interno (tra occhio e naso) o sulla palpebra inferiore», spiega Bernardini. Non a tutti però il basalioma si presenta nella sua pericolosità. «Appare solitamente come una lesione di colore rosso che cresce lentamente e senza dolore, per cui qualche volta i pazienti si rivolgono al medico quando il tumore è ormai in fase molto avanzata».
La malignità del tumore non mette in pericolo la vita del paziente, «ma è pericolosa per l'occhio -sottolinea il chirurgo oculoplastico-. Il basalioma infatti tende a "mangiare" il tessuto sano su cui cresce e ad estendersi progressivamente. La sua pericolosità è legata al fatto che, se vengono infiltrati i tessuti oculari od orbitari, il tumore non può essere delimitato con interventi semplici, ma diventa necessaria una chirurgia molto radicale». Un intervento complesso che è meglio sia eseguito da mani super esperte. Prosegue: «Dopo aver confermato il sospetto clinico con una biopsia, il tumore deve essere asportato in maniera completa, assicurandosi, con un controllo istologico, che i margini di tessuto palpebrale intorno al basalioma non siano infiltrati da cellule tumorali: un problema può essere la recidiva del tumore stesso, in una forma più aggressiva. Quindi, all'interno del medesimo intervento, si passa alla ricostruzione delle parti tolte: operazione particolarmente delicata che può prevedere anche innesti di cute». Il chirurgo oculoplastico è il professionista dedicato a questo tipo di interventi per la sua conoscenza della funzione palpebrale e per la capacità nella ricostruzione al fine di mantenere un buon aspetto estetico finale.
«Con questa tecnica, la recidiva del tumore è inferiore al 3 per cento dei casi», assicura Bernardini che raccomanda: «Occorre attenzione quando ci si espone al sole o ci si sottopone ai raggi ultravioletti: l'abbronzatura ha un suo fascino, ma prima deve venire la salute. È necessario quindi utilizzare cappellini, occhiali da sole e creme protettive».
Francesco Bernardini - Profilo Professionale Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all'Università di Genova nel 1992, nel 1998 Francesco Bernardini consegue il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all'Università di Genova con lode. Nel frattempo ottiene l'abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996) che gli permette di ottenere una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all'Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti. È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao), European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è libero professionista, ma svolge consulenze anche in diversi ospedali di Genova e Torino, mentre svolge attività didattica come professore a contratto per la chirurgia dell'orbita e delle palpebre all' Università di Genova. Ha partecipato come relatore a un'ottantina di corsi e congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato tre congressi internazionali in Italia e ha all'attivo una ventina di pubblicazione su riviste internazionali. È reviewer (revisore) per riviste specialistiche come l'America Journal of Ophthalmology. Dal 2000 è volontario di Orbis, organizzazione americana per diminuire la cecità nei paesi del Terzo Mondo. I suoi studi privati si trovano a Genova e a Torino (www.oculoplasticabernardini.it).

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©