Cyber, scienza e gossip / Internet

Commenta Stampa

Articolo minaccia sanzioni legali per chi linka gli articoli

Pontifex.it fugge da Facebook, dopo le troppe critiche


Pontifex.it fugge da Facebook, dopo le troppe critiche
08/09/2010, 18:09

C'è un sito, pontifex.roma.it, che sta acquisendo una certa notorietà su Facebook, a causa dei suoi articoli. Il sito, gestito da Bruno Volpe e Carlo Di Pietro, si definisce "blog di libera informazione cattolica"; in realtà è una raccolta di tutte le posizioni più estremiste di prelati o altri personaggi legati alla Chiesa. Uno dei più gettonati, per esempio, è il vescovo di Grosseto, Giacomo Babini, che si è caratterizzato per posizioni decisamente gravi, dal punto di vista morale: se i gay vengono picchiati è perchè se la vanno a cercare perchè si scambiano i baci per strada; accuse ai "sionisti giudei" di creare ad arte attacchi mediatici alla Chiesa sul fronte pedofilia; e cose del genere.
Spesso gli articoli del sito venivano pubblicati su Facebook, ma i commenti non erano certo favorevoli. La cosa non è piaciuta ai due giornalisti (almeno immaginano che Volpe e Di Pietro siano iscritti all'Ordine) che hanno pubblicato una pagina alquanto minacciosa, in termini legali, per chiunque voglia linkare i loro articoli: "Onde evitare di dover querelare ogni giorno decine di persone che, ridacchiando sotto i baffi, si prendono gioco dell'onorabilità e della deontologia professionale dei pubblicisti Bruno Volpe e Carlo Di Pietro, Pontifex.Roma, nella sua integrità totale decide di avvalersi del diritto d'autore previsto sia dall'ordinamento Italiano sia da quello estero (con esplicita ed insindacabile dicitura " Tutti i diritti riservati"), precisando che tale diritto ha valore anche sui contenuti riportati mediante servizi di redirect offerti da gestori di terze parti". E poi continua: "A fronte di quanto su indicato, si precisa tassativamente che nessun sito internet, social network, blog o qualsivoglia altra forma di diffusione di informazioni, anche cartacea o meccanica, è autorizzato a diffondere o linkare (pur citandone la fonte) tutto ciò che rientra nei diritti di proprietà intellettuale dei publisher di Pontifex.Roma, ivi compresi i commenti relativi ad ogni articolo". E ancora: "Si procederà per vie legali, mediante i nostri legali, contro ogni violazione, comunicando che è stata delegata una società, collegata al progetto Google Alert, che monitorerà quotidianamente il web alla ricerca di azioni fraudolente nei confronti del blog".
Naturalmente legalmente non esiste una produzione così assoluta. E' perfettamente legale linkare un articolo o copiarlo e citarne l'URL, ma quando nei commenti uno dei utenti lo fa notare, è Carlo Di Pietro che in sostanza dice: "Il blog è nostro e facciamo quello che ci pare e piace". E' una scelta assolutamente legittima, cercare di proteggersi, ma è evidente il disperato tentativo di fuggire da qualsiasi confronto. Perchè qualsiasi posizione estremista non regge a lungo, di fronte alla ragione e al buon senso.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©