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Prevenire la celiachia fin dalla culla


Prevenire la celiachia fin dalla culla
14/07/2009, 16:07

Malattia sempre più diffusa, la celiachia può essere individuata già al momento della nascita con un'analisi genetica, senza attendere che i sintomi si possano manifestare nel tempo. Benché siano pressoché sconosciute le cause, molti casi presentano una predisposizione genetica: i figli di celiaci sono maggiormente predisposti a contrarre la malattia nel corso della loro vita. Molti avvertono i sintomi di allergia al glutine già da piccoli, ma molti altri lo scoprono solamente in età adulta. Facendo un test genetico al momento della nascita è possibile verificare la predisposizione a contrarre la celiachia. Si tratta di una procedura che risponde preventivamente a future allergie e che viene praticata dalla Swiss Stem Cell Bank di Lugano, banca per la conservazione del sangue da cordone ombelicale che effettua analisi in grado di indicare anche un'eventuale intolleranza al lattosio e la possibilità di contrarre la fibrosi cistica.
I casi di celiachia sono quadruplicati negli ultimi 50 anni. Secondo infatti una ricerca della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota - Usa), la diffusione della malattia deve portare ad una maggiore consapevolezza della celiachia stessa: a fronte di una persona alla quale è stata diagnosticata, ce ne sarebbero altre 30 che, pur essendone affette, non avrebbero mai ricevuto la diagnosi. La situazione trova corrispondenza anche in Italia dove il censimento dei celiaci fatto dal Ministero della Salute per il 2007 conta oltre 64mila persone, ma il numero potrebbe arrivare fino a 400mila. Infatti, il mondo scientifico concorda nella stima di una persona affetta ogni cento. «L'importanza di una corretta diagnosi, prima ancora che si possano manifestare i classici sintomi della malattia -spiega Gianni Soldati, direttore scientifico della SSCB- permette non solamente di affrontare la celiachia in via preventiva, ma anche di non sottovalutarne le conseguenze. Il più delle volte i sintomi sono scambiati per altre malattie». Continua Soldati: «È necessario fare prevenzione. E un modo per intervenire fin da piccoli è effettuare un'analisi genetica del bambino. Una procedura consolidata che permette di avere delle indicazioni chiare sulla predisposizione del bambino, quindi di indicare un'apposita dieta che possa prevenire l'insorgere della malattia».
La SSCB opera in questa direzione. «Al momento della conservazione delle staminali cordonali viene indicata anche la possibilità di fare queste analisi mirate, senza doversi sottoporre successivamente ad esami ulteriori -spiega Paolo Martinelli, direttore generale della SSCB- Il test specifico può essere eseguito al momento della crioconservazione delle cellule staminali, dunque subito dopo il parto, o anche in tempi successivi, senza dover fare un prelievo di sangue al bambino e senza intaccare le cellule conservate».
Una diagnosi precoce garantisce certezza di intervento ancor prima che i sintomi possano manifestarsi. Conclude Martinelli: «È un servizio aggiuntivo che SSCB propone nell'intento di tutelare sempre più la salute del bambino e del suo futuro. Chi sceglie di crioconservare le staminali cordonali del proprio bambino mira a questo: difendere la sua salute e il suo futuro».
 

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di Redazione
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