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Progetto Iter: aumentano i costi e i tempi per la fusione nucleare


Progetto Iter: aumentano i costi e i tempi per la fusione nucleare
18/06/2009, 17:06

In questo periodo si parla molto di centrali nucleari di vecchio tipo, quelle a fissione, che usano l'uranio e il plutonio per creare radioattività e quindi calore che viene trasformato in energia elettrica. Ma si parla anche delle progettande centrali a fusione, che dovrebbero produrre energia dall'idrogeno,come accade nel sole. Da questo punto di vista, il progetto più avanzato è chiamato Iter, ed è una joint venture di tutti i Paesi industrializzati del mondo. La crisi economica mondiale, le difficoltà tecniche e l'aumento delle matrie prime ha già provocato negli ultimi 5 anni il raddoppio dei costi: da 5 a 10 miliardi di euro. E un allungamento dei tempi: mentre prima si parlava di avere un primo prototipo funzionante nel 2018, ora si parla del 2025. Mentre la creazione di una rete di centrali a fusione funzionanti è spostata, secondo le previsioni più ottimistiche, a dopo il 2100.
C'è anche il problema della realizzazione tecnica. Infatti la fusione è possibile solo a temperature elevatissime, intorno a 100 milioni di gradi. Poichè non eiste metallo che sopporti questa temperatura, si deve creare un campo magnetico estremamente potente, ed estremamente stabile. In teoria, a questo punto il deuterio e il tritio (sono due isotopi dell'idrogeno: il primo ha il nucleo formato da un protone e un neutrone; il secondo - che si legge "trizio" - ha un protone e due neutroni, ndr) comincerebbero a scontrarsi con tale velocità da fondersi e creare dell'elio-3 (un isotopo del normale elio, ndr) e molta energia e radioattività. Energia che poi verrebbe usata per scaldare e vaporizzare acqua che andrebbe a far girare delle turbine per produrre elettricità.

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di Antonio Rispoli
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