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Quanto costa una centrale nucleare?


Quanto costa una centrale nucleare?
31/05/2011, 17:05

Vediamo di mettere giù qualche calcolo, per fare una semplice valutazione: quanto costa costruire, gestire e smantellare una centrale nucleare?
Innanzitutto una premessa: per semplificare le cose, immaginiamo che non ci siano spese di manutenzione e che siamo in un sistema dove non ci sia inflazione. In modo che i prezzi di base siano costanti e riducendo gli imprevisti. Quindi in realtà, il costo effettivo sarà molto superiore a quello calcolato in questo schema.
Naturalmente, prendiamo in esame il reattore EPR, cioè il tipo che dovremmo costruire in Italia, come recita la legge approvata dal governo Berlusconi. I costi di costruzione sono solo stimabili, in quanto nessun reattore di questo genere è mai stato costruito. Le stime verranno fatte sul reattore di Okimoto, in Finlandia, che è il primo di questo tipo che si sta costruendo.
Il primo costo da tener presente è quello di costruzione effettiva. In Finlandia sono arrivati ad 8 miliardi di euro e non hanno ancora finito. Facciamo finta di dimenticare che siamo in Italia (dove tutti gli appalti pubblici costano da 3 a 5 volte, in media, rispetto a quanto costa all'estero) ed immaginiamo che la centrale venga costruita con tutti i crismi e non con la sabbia al posto del cemento. A queste condizioni, possiamo stimare un costo per ciascuna centrale di 10 miliardi, solo per la costruzione. Lasciamo perdere poi i costi per produrre alcune parti particolari, come per esempio la "custodia" delle barre di uranio (fatta in una costosa lega di zirconio) oppure quelli per l'acqua necessaria per il funzionamento del sistema e passiamo al piatto forte. Che è ovviamente l'uranio (per ora, lasciamo perdere quelle che usano il plutonio, molto più pericoloso e radioattivo, ma anche più costoso). Quanto ne serve per una centrale nucleare? Circa 30 tonnellate di uranio arricchito al 20% all'anno, pari a circa 200 tonnellate di uranio normale all'anno. I costi? Attualmente l'uranio costa circa 400 dollari al chilo. Quindi in un anno si spendono circa 80 milioni di dollari l'anno, per ciascuno dei 30 anni di funzionamento. Dopo 30 anni, la centrale va smantellata e questo costa tra le 3 e le 5 volte il costo di costruzione, quindi tra i 30 e i 50 miliardi. Il costo totale quindi è di almeno 45 miliardi di euro,
Qual è la produzione di energia? Questi dati sono per una produzione di 800 Mw/h. In totale, in 30 anni sono poco più di 200 mila Gw. Quindi, il costo sarebbe di poco oltre i 2 centesimi per chilowatt. Conveniente? Niente affatto.
Infatti ho volutamente tralasciato la parte più costosa: quella riguardante le scorie nucleari. Infatti le 30 tonnellate di uranio arricchito all'anno che vengono introdotte ce le ritroviamo quasi pari pari in peso all'uscita (la quantità di materia persa è di pochi milligrammi per chilo). Queste scorie vanno sottoposte ad un processo di vetrificazione (cioè di brusco raffreddamento) e poi racchiuse in un involucro alquanto spesso di cemento e piombo. Dopo di che i bidoni contenente questo miscuglio vanno conservate, in un luogo che deve essere lontano dall'acqua, in un terreno non soggetto a terremoti e con una struttura molto compatta, preferibilmente argillosa. Nel 2003 il presidente statunitense George W. Bush incaricò un gruppo di geologi della Barkeley University di trovare un posto con queste caratteristiche. Dopo aver girato tutto il mondo ed esaminato centinaia di posti, dopo due anni questa equipe tornò a riferire che non esiste alcun posto al mondo dove si possa avere una simile situazione.
Ma ammettendo di trovarlo, si tratta di 500-1000 bidoni all'anno, ognuno del peso di 300-400 Kg., da trasferire. Quali sono i costi per una simile operazione? Praticamente incalcolabili, dato che il trasporto dovrebbe avvenire sempre lontano dal mare (la salsedine può corrodere il metallo dei bisoni) e trasportarli per via aerea espone ad un rischio enorme: in caso di un malaugurato incidente, come si recuperano un centinaio di chili di materiale altamente radioattivo esposti all'aria? Questa è una stima sui costi dove qualsiasi cifra si spari, rischia di essere bassa.
Qualcuno potrà dire: beh, e chi se ne frega? Pagano i privati. Invece no. Ovunque nel mondo è lo Stato italiano che paga la costruzione e il decommissioning (cioè lo smantellamento) delle centrali nucleari e il trattamento delle scorie. Quindi, per ciascuna centrale lo Stato spenderebbe da 40 miliardi in su (il termine "in su" è riferito alle scorie, e si superano anche i 100 miliardi per ciascuna centrale) di soldi pubblici, mentre i privati produrrebbero energia elettrica a costi più bassi di quelli del mercato, intascando lauti profitti.
Ed è questo che succederà, se il 12 e il 13 giugno non andremo a votare il referendum. Avanti, alzi la mano colui o colei a cui piace questa situazione.

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di Antonio Rispoli
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