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Quattro mosse per tenere in salute il "motore" del nostro corpo


Quattro mosse per tenere in salute il 'motore' del nostro corpo
20/09/2011, 09:09

Movimento, alimentazione corretta, niente fumo e un controllo periodico. Sono pochi ma fondamentali gli accorgimenti da adottare per mantenere il proprio cuore in salute. In occasione della Giornata Mondiale del Cuore - promossa da World Heart Foundation, Conacuore, Fic e Fondazione Italiana per il Cuore e che sarà celebrata domenica 25 settembre - Guidalberto Guidi, cardiologo della clinica Fornaca di Torino e medico fiduciario della Juventus F.C. ricorda l'importanza della prevenzione per il motore del nostro corpo. «Non si deve mai smettere di fare informazione: da qui passano messaggi importanti che non solamente possono migliorare la qualità della nostra vita, ma anche ridurre le spese mediche», ricorda il cardiologo. «Monitorare costantemente il nostro sistema cardiovascolare è il primo passo per intercettare quei fattori di rischio che, se trascurati, possono dare luogo ad eventi anche gravi».

Le buone abitudini quotidiane passano da un stile di vita sano e attento. «Parliamo di accorgimenti molto semplici che valgono per tutti: innanzitutto non fumare perché il fumo ostruisce i vasi sanguigni e questo può favorire l'insorgere di problemi alla circolazione», spiega il dottor Guidi. In secondo luogo, «è necessario svolgere una moderata ma costante attività fisica: meglio attività aerobica, ovvero di resistenza, che determina un aumento di volume delle cavità cardiache». Non certo ultima, una sana alimentazione. Spiega il cardiologo: «Il regime alimentare influisce sullo stato di salute del cuore: le buone abitudini a tavola sono un'arma comune contro tutte le patologie cardiovascolari. Quindi una dieta diversificata e ricca di frutta e verdura».

Un controllo periodico è indispensabile, in particolare dopo i 30 anni. «Il check-up cardiologico permettere di prevenire malattie cardiovascolari molto diffuse e importanti come l'ipertensione, l'infarto e l'ictus. Parliamo di un check-up che richiede un paio d'ore e consente una valutazione molto precisa dell'anatomia del cuore, dell'aorta e dei vasi carotidei che portano il sangue al cervello, permettendo una valutazione funzionale di questi preziosi organi ed è in grado di determinare con notevole precisione lo stato di salute dell'individuo e qualora si evidenziassero anomalie, indica quale indirizzo intraprendere per prevenire un evoluzione». Il check-up cardiologico prevede: la visita specialistica cardiologica, elettrocardiogramma basale ad alta risoluzione (ECG) e il test da sforzo con monitoraggio continuo dell'attività cardiaca e dell'andamento della pressione arteriosa (Test Ergometrico). Ma anche ecocardiogramma mono-bidimensionale-doppler e color doppler (ecocardiocolordoppler). «Avremo così un'immagine precisa dell'anatomia cardiaca sia per quanto riguarda la funzione del ventricolo sinistro e muscolatura, sia per quanto riguarda le valvole cardiache, la loro anatomia e funzionalità, potendone visualizzare l'apertura e la chiusura, l'eventuale insufficienza (rigurgito) o rigidità (stenosi)», prosegue il cardiologo. «Fondamentale è la visualizzazione dell'aorta, della radice aortica e del primo tratto dell'aorta ascendente per escludere la presenza di aneurismi; dopo i 40 anni ai miei pazienti prescrivo anche l'ecodoppler delle carotidi (TSA): questi vasi delicati ed essenziali per il flusso sanguigno e per la circolazione cerebrale, sono rappresentativi di tutto l'albero circolatorio. Questo significa che se si evidenziano depositi di colesterolo o di calcio, cioè lesioni aterosclerotiche, è probabile che vi sia un interessamento anche di altri distretti, che andranno quindi attentamente valutati; per contro, l'assenza di lesioni aterosclerotiche a carico delle carotidi implica con elevata probabilità che tutti i territori vascolari siano sani e indenni».

Guidalberto Guidi: laureato in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Torino, si è specializzato in Cardiologia e malattie dell'apparato vascolare e in Medicina dello sport. Ha svolto attività di ricerca in Francia (Clinique Du Parc Marsiglia, Istituto Mediterraneo di Cardiochirurgia divisione cardiochirurgica) e negli Stati Uniti (School of medicine of California, San Francisco e Heart and Blood and Lung Institute di Bethesda, Washington) ed è consulente del Centro cardio-toracico di Montecarlo. Membro dell'American Heart Association, cardiologo della clinica Fornaca di Sessant (Torino) e consulente di primarie società di assicurazione. È medico fiduciario e consulente cardiologo della Juventus F.C.

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di Redazione
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