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Rabbia, tenere alto il livello di guardia. Rischio sottovalutazione


Rabbia, tenere alto il livello di guardia. Rischio sottovalutazione
18/03/2010, 15:03

UDINE - “La diffusione della rabbia, con il preoccupante coinvolgimento di altri animali (i casi dell'asino in Veneto, del gatto a Fiume Veneto e del cane a Sauris), sta assumendo sul nostro territorio dimensioni che non erano state preventivate in queste forme”, premette il vicepresidente dell'Ordine dei medici veterinari di Udine Stefano Brisinello, veterinario dell'Ass 4 “Medio Friuli”, che invita i proprietari di cani e gatti a provvedere quanto prima a sottoporre i propri animali alla vaccinazione. Il rischio di sottovalutare il fenomeno c'è: “Si deve tenere alta la guardia sia da parte nostra – dichiara il vicepresidente – sia da parte dei proprietari”. Si era fatta l'abitudine ai 2-3 casi l'anno di positività alla rabbia riscontrata nelle volpi, ma di certo non si immaginava che il contagio si sarebbe esteso agli altri animali con queste modalità: “Speravamo che il contagio si limitasse a pochi casi – continua Brisinello – e invece ha assunto numeri inaspettati”.
Un fattore che potrebbe spiegare l'abbassamento d'attenzione è il dato storico: la rabbia era scomparsa dal '98 in Friuli Venezia Giulia e ricomparsa solo nel 2008. Alla luce degli ultimi casi di positività, Brisinello e il presidente dell'Ordine dei medici veterinari, Renato Del Savio, formulano un nuovo, pressante, appello alla cittadinanza: “Provvedete subito alla vaccinazione di cani e gatti”. Se anche i proprietari di gatti hanno il minimo timore è importante che non esitino e sottopongano l'animale alla vaccinazione, unica forma per prevenire la rabbia, malattia mortale per animali e uomo.
Stando ai numeri delle richieste di vaccinazione giunte all'Azienda sanitaria, il quadro non è confortante: “Finora le domande di vaccinazione sono poche, ma può darsi che i proprietari si siano rivolti agli ambulatori veterinari liberi professionisti. Ad ogni modo l'affluenza registrata finora in Azienda sanitaria è bassa: avevamo calcolato di vaccinare il 50 per cento degli animali, ma siamo ben al di sotto di questa soglia”, rende noto Brisinello. I calendari delle vaccinazioni nelle strutture pubbliche (costo: 10 euro) sono già stati predisposti: basta telefonare ai Comuni (ufficio ecologia) per conoscere orari e luoghi e prenotarsi. Intanto, è partita la vaccinazione anche delle colonie dei gatti.
“L'unica forma di prevenzione dalla rabbia è il vaccino, non esiste altro modo per combattere la malattia”, sottolineano. Non appena i sintomi clinici si manifestano, infatti, la morte – per l'animale così come per l'uomo – è certa. Se si decide di portare nell'Azienda sanitaria il cane, il gatto o il furetto (anche per i gatti e i furetti potenzialmente a rischio – dichiara Brisinello – la vaccinazione è obbligatoria) la tariffa è pari a 10 euro, mentre se si opta per il veterinario di fiducia varrà la tariffa decisa, caso per caso, dai medici privati.
Multa - L'Azienda Sanitaria e gli organi di vigilanza urbana sono titolati ad effettuare controlli e anche a fermare i proprietari per chiedere loro di dimostrare l'avvenuta vaccinazione. Nel caso in cui non si riesca a dimostrare di aver provveduto (viene rilascita una certificazione, ndr), il proprietario rischia una sanzione che parte da un minimo di 258 euro in su (l. 218/1988).

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di Redazione
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