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Servono azioni concrete per la messa in sicurezza

Rischio idrogeologico, Legambiente: un patto per il Tevere


Rischio idrogeologico, Legambiente: un patto per il Tevere
16/03/2010, 20:03

ROMA – Dati allarmanti emersi in occasione del convegno sul “Patto per il Tevere. Proposte e azioni per la riduzione del rischio idrogeologico” che si è tenuto oggi presso la sala della Mercede della Camera dei deputati. Legambiente ed Anci hanno promosso e sottoscritto il Patto per il territorio, gettando le basi per azioni concrete finalizzate a mitigare il rischio. Secondo l'associazione ambientalista, infatti, sono circa 552 gli ettari di territorio a rischio "molto elevato" nella provincia di Roma; nel Comune di Roma sono a rischio idrogeologico oltre 1.800 ettari ricadenti nel bacino del Tevere. Dati su ui riflettere, considerando che sono 27 i comuni lungo l’asta del Tevere e 18 lungo l’asta dell’Aniene soggetti a piene. Nella capitale si è evitata l’esondazione, ma è andata diversamente nei territori circostanti.
“Se il territorio è la più importante infrastruttura del Paese, la sua gestione, volta alla mitigazione del rischio idrogeologico, è tra le più importanti opere pubbliche - ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria nazionale di Legambiente -. Basta gridare all’emergenza dopo i disastri, puntiamo piuttosto a proposte per una concreta azione di messa in sicurezza”. Legambiente ha proposto nuovamente l’istituzione del Parco Fluviale Interregionale del Tevere proprio per far fronte al rischio idrogeologico valorizzando il bacino. “Continuano ad essere approvati progetti assurdi, sbagliati - prosegue Giubbotti - anche con il benestare dell’Autorità di bacino, come il nuovo porto di Fiumicino: un gigante di cemento nel pieno della foce del Tevere. Il più grande porto del Lazio e d’Europa per 1.445 posti barca, in una splendida aerea classificata a “rischio idrogeologico molto elevato”. "La realizzazione del parco interregionale consentirebbe di valorizzare il bacino del fiume - aggiunge Lorenzo Parlati, presidente Legambiente di Roma e del Lazio - un territorio ricco di storia e di cultura con oltre 200 luoghi di interesse naturalistico, oggi dominato dal degrado". Secondo l’Autorità di bacino per realizzare interventi sulle aree a rischio frana o idraulico servono 1.664 milioni di euro, ma ad oggi  è stato stanziato poco meno del 4 per cento di tale cifra. “Ciò dimostra – conclude Legambiente – che le risorse in questo settore sono sempre più difficilmente reperibili e per questo è importante avviare una riflessione sul loro impiego.  Sicurezza, fruibilità e bellezza di un bacino fluviale dipendono soprattutto dagli usi cui si destina”.

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di Antonella Losapio
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