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Ritrovare l'armonia dello sguardo con la chirurgia


Ritrovare l'armonia dello sguardo con la chirurgia
25/01/2010, 13:01

«L'intervento, complesso ma possibile grazie agli ultimi progressi fatti dalla medicina, permette di recuperare la vita sociale» dice il chirurgo oculoplastico Francesco Bernardini. La causa può essere un trauma, un tumore o una malattia. La conseguenza è la rimozione dell'occhio, un danno fortemente invasivo che porta non solo alla perdita definitiva della vista, ma anche a problemi estetici e di relazione sociale. Se la vista non può essere recuperata, all'aspetto estetico c'è un rimedio: la ricostruzione dell'occhio. Un intervento complesso, ma non impossibile. «Oggi la medicina ha fatto progressi notevoli ed è possibile avere uno sguardo che, almeno all'apparenza, può sembrare normale», premette Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico socio dell'European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs), che ha tenuto nei giorni scorsi un corso base di chirurgia oftalmoplastica all'Hilton Rome Airport & Hilton Garden di Fiumicino, a Roma.
«Spesso chi ha avuto traumi oppure malattie come tumori, glaucomi gravi o infezioni dell'occhio, subisce numerosi interventi mirati al recupero funzionale della vista - spiega il dottor Bernardini -. In alcuni casi, tuttavia, l'occhio perde del tutto la sua funzione, crea dolore e diventa atrofico, piccolo ed incolore. Il paziente comincia a portare occhiali scuri, perde sicurezza nel proprio aspetto e si imbottisce di gocce e farmaci antidolorifici. In questa fase, la vista è persa definitivamente, ma si può eliminare il dolore e ripristinare uno sguardo, e con esso una vita sociale, il più possibile normale».
L'intervento consigliato è l'"eviscerazione" del bulbo oculare: la parete dell'occhio e i muscoli collegati sono mantenuti intatti, ma si rimuove tutto ciò che all'interno dell'occhio non funziona e causa il dolore. «Il rivestimento sclerale viene successivamente riempito con una endo-protesi per mantenere intatto il volume occupato dall'occhio, in modo da mantenere inalterati i rapporti anatomici dell'orbita e con le palpebre - prosegue Bernardini -. La protesi estetica, così chiama l'occhio artificiale, è oggi un guscio molto sottile che sta tra le palpebre e gode anche di un sufficiente movimento. Applicata da protesisti specialisti in questo settore, è realizzata a mano in speciali resine, basandosi sul colore dell'altro occhio. Oggigiorno si realizzano dei veri capolavori: la pupilla viene disegnata delle dimensioni dell'occhio sano e anche le più piccole sfumature del colore vengono copiate. Spesso nello sguardo in posizione primaria, ossia diretto al centro, non riconosco l'occhio operato se non dopo un esame più attento».
La rimozione dell'occhio è un intervento estremo, a cui spesso i pazienti vengono sottoposti dopo anni di sofferenze fisiche legate al dolore profondo e continuo e a traumi psicologici legati all'aspetto estetico alterato dell'occhio malato. «Chi perde un occhio deve già affrontare un deficit importante dal punto di vista funzionale - prosegue Bernardini -. Almeno oggi siamo in grado di rimandare i pazienti alle loro famiglie, amici e colleghi di lavoro con segni invisibili del trauma. Eliminare il dolore e ripristinare un occhio all'apparenza normale è già un traguardo: poche settimane dopo l'intervento i pazienti non sentono più dolore e sono soddisfatti della propria immagine allo specchio. Riacquistando la sicurezza del proprio aspetto possono riprendere una vita sociale, sicuri di poter invitare a cena la persona desiderata o guardare in faccia figli e nipoti senza paura di spaventarli».

Francesco Bernardini - Profilo Professionale Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all'Università di Genova, Francesco Bernardini ha conseguito il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all'Università di Genova. Dopo l'abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996), ha ottenuto una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all'Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti. È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao), European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è libero professionista, consulente in diversi ospedali di Genova e Torino ed è professore a contratto per la chirurgia dell'orbita e delle palpebre all'Università di Genova. Ha partecipato come relatore a corsi e congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato 3 congressi internazionali in Italia e ha all'attivo una ventina di pubblicazione su riviste internazionali. I suoi studi privati si trovano a Genova, Torino e Milano (www.oculoplasticabernardini.it).


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di Redazione
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