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Nuovo colpo di accetta sulla legge 40

Salerno: le coppie fertili possono avere la diagnosi preimpianto


Salerno: le coppie fertili possono avere la diagnosi preimpianto
14/01/2010, 12:01

SALERNO - Un pezzo dopo l'altro stanno cadendo tutte le incostituzionalità e gli estremismi ideologici voluti dal Vaticano e dal governo al momento di scrivere la legge 40, quella che disciplina la metodologia delle gravidanze artificiali. Questa volta, a cadere, è stato il divieto per le coppie fertili di essere sottoposti a diagnosi preimpianto. La legge infatti non consente questo tipo di esame, ma obbliga semplicemente a prelevare tre ovuli, fecondarli e poi reinserirli, senza poter fare altro.
Ma il Giudice del Tribunale di Salerno Antonio Scarpa ha autorizzato, per la prima volta, una coppia a praticare questo tipo di esame, per verificare se il feto nascerà malato o no. Questo perchè la donna è portatrice sana di una malattia genetica, l'Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1. Si tratta di una malattia che colpisce i bambini sin dalla nascita, atrofizzando la muscolatura sceletrica e provocandone la morte già nel primo anno di vita, in quanto i muscoli atrofizzati non sono in grado di far aprire la gabbia toracica e quindi di respirare. Dopo cinque tentativi (una figlia morta a 7 mesi, tre aborti e un bimbo sano), i genitori hanno cercato di ricorrere alla gravidanza artificiale, che consente maggiori possibilità di selezionare ovulo e sperma e ridurre le possibilità di trasmissione della malattia. Ma la diagnosi preimpianto è indispensabile, per verificare la presenza o meno del gene malato. E così la cosa è finita davanti al Tribunale, con conseguente sentenza del giudice.
A dir poco esplosiva la reazione del sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, tra i sostenitori della legge 40 ed integralista cattolica, nell'apprendere la notizia: "Una sentenza motivata con il 'diritto alla salute': ma la salute di chi? Non certo degli embrioni, che anzi vengono sacrificati in un numero molto alto, anche 20. Il giudice in sostanza stabilisce che per il diritto alla salute di uno si può sacrificare il diritto alla vita di venti. Con la diagnosi preimpianto e la selezione degli embrioni da impiantare, autorizzate dal giudice, si introduce un principio di eugenetica, e si dà un minor valore alla vita dei disabili. Se l'aborto, ad esempio, è consentito solo in caso di rischi psichici o fisici della madre, qui si proclama il non diritto di un disabile a vivere. La sentenza, tra l'altro, conferma la tendenza della magistratura a invadere campi che non sono suoi: la magistratura non ha compiti creativi, deve applicare le leggi. Non può contraddirle palesemente come fatto dal giudice di Salerno. Eppure abbiamo un giudice che decide che una legge votata dal Parlamento è carta straccia. Se si vuole introdurre l'eugenetica, lo si dica chiaramente e si voti una legge in Parlamento, e non in tribunale, e vedremo se gli italiani daranno il loro consenso".
E' incredibile notare la vacua ripetitività di certe argomentazioni. Appena si decide di agire scientificamente per il benessere della coppia o dei futuri figli, subito si parla di eugenetica; appena si parla di cellule staminali, ecco l'eugenetica. E poi all'estero ci sono già i primi protocolli sperimentali di cura, con le cellule staminali. Protocolli che, se verranno convalidati, forniranno benefici alla salute umana, ma a cui non potremo accedere grazie a queste posizioni retrograde.

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di Antonio Rispoli
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