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Nel 2012 spesi 85 milioni

Salute, consumiamo sempre più oppiacei


Salute, consumiamo sempre più oppiacei
28/02/2013, 11:19

La scelta dell'analgesico piu' appropriato nella pratica clinica quotidiana, sulla base delle linee guida, delle recenti evidenze scientifiche e delle piu' avanzate opzioni farmacologiche oggi disponibili.

Questo il tema del simposio 'Italy in Spain' sulla gestione del dolore che si e' tenuto nei giorni scorsi a Siviglia, promosso dal Centro studi Mundipharma e dall'Instituto Mundipharma spagnolo, con il patrocinio di Aisd, FederDolore, Fondazione Paolo Procacci e della Sociedad Española del Dolor.

Oltre 500 gli specialisti partecipanti di entrambi i Paesi, tra algologi, oncologi, palliativisti, ortopedici e fisiatri: un'importante occasione di aggiornamento professionale, condivisione di esperienze e confronto costruttivo tra esperti, nel comune obiettivo di migliorare la gestione dei malati di dolore.

L'Organizzazione mondiale della sanita' riconosce negli oppioidi forti il gold standard per la cura del dolore cronico moderato-severo; nonostante cio', il nostro Paese e' ancora all'ultimo posto in Europa nell'impiego di questi farmaci.

Nel 2012, il mercato a valori in Italia ha registrato una spesa pari a 85 milioni di euro; ben diversa la situazione in Spagna, dove il mercato ha raggiunto i 143 milioni. C'e', pero', una nota positiva: benche' meno sviluppato, il mercato italiano sta crescendo a un ritmo piu' sostenuto (+27% contro +18% di quello spagnolo), grazie anche alle semplificazioni nella prescrizione degli oppiacei introdotte dalla legge 38/2010.

Spesso, all'origine delle reticenze nell'uso di questi medicinali, vi e' il timore di effetti collaterali quali nausea e stipsi, che tuttavia oggi si possono facilmente prevenire. In occasione dell'evento scientifico, sono stati illustrati i risultati ottenuti negli ultimi due anni su un'ampia casistica di pazienti italiani e spagnoli, colpiti da diverse tipologie di dolore cronico, di natura sia benigna sia oncologica.

Migliaia di casi clinici reali, nei quali l'associazione ossicodone-naloxone ha dimostrato di poter rispondere a importanti bisogni terapeutici finora insoddisfatti, coniugando l'efficacia antalgica a un elevato profilo di sicurezza, a vantaggio della compliance e della qualita' di vita dei malati.

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di Veronica Riefolo
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