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Salute: Occhio "che piange": un caso ogni mille


Salute: Occhio 'che piange': un caso ogni mille
25/09/2009, 09:09


Ne soffre una persona ogni mille dopo i cinquant'anni d'età. E l'incidenza, per cause ancora da chiarire, sta aumentando rispetto al passato. Le vie lacrimali ostruite sono un problema sempre più frequente, soprattutto tra le donne. La Sidso, Società Italiana di Dacriologia e della Superficie Oculare, ha dedicato all'ostruzione delle vie lacrimali una sessione durante il convegno "Approccio "customizzato" alle disfunzioni lacrimali" in svolgimento a Genova, il 25 e 26 settembre. «I nostri occhi producono continuamente delle lacrime, ma normalmente non ce ne accorgiamo perché vanno nel naso, dove vengono assorbite - dice Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico, moderatore e relatore del convegno -. Può succedere, per cause ancora non note, che ci sia un'ostruzione del condotto che collega occhi e naso, il dotto naso-lacrimale. Quindi le lacrime ristagnano nell'occhio, costringendo la persona a portare con sé il fazzoletto per asciugarsi continuamente, anche più di dieci volte al giorno». Un fastidio, insomma, che col tempo non migliora, anzi, può portare a conseguenze spiacevoli: «Esistono dei colliri che possono dare un sollievo temporaneo, ma certo non riaprono il canale ostruito e dunque non risolvono il problema - prosegue Bernardini -. A lungo andare, il ristagno del liquido lacrimale causa molto spesso infezioni croniche e, più raramente, episodi acuti di ascesso del sacco lacrimale». La soluzione è esclusivamente chirurgica. «La "vecchia" scuola proponeva un intervento, peraltro messo a punto dagli italiani, che era piuttosto invasivo. Prevedeva un'operazione di chirurgia generale, con sacche di emotrasfusione perché si perdeva molto sangue, e una percentuale di successo del 50%. Insomma, un intervento senza dubbio doloroso, in cui solo un paziente su due otteneva risultati soddisfacenti, per questo molti medici non lo consigliavano», afferma Bernardini. «Fortunatamente ora l'intervento si è modernizzato, diventando mini-invasivo e con una percentuale di successo superiore al 90%. Viene eseguito in 20 minuti in regime di day hospital, non si perde sangue, non ci sono dolori e non restano cicatrici. Il sacco lacrimale viene riaperto nel naso e le lacrime riprendono a scorrere nel naso, risolvendo il disturbo. Per quanto mi riguarda è una delle operazioni più frequenti che faccio, con una media di quattro o cinque a settimana».
I dati.
Uno degli studi più recenti e completi sull'ostruzione delle vie lacrimali è quello realizzato dalla Mayo Clinic di Rochester, Minnesota che ha considerato un campione di 100mila abitanti di Olmsted County, Minnesota, dai 5 anni in su, dal 1976 al 2000. L'incidenza rilevata è di 30 casi ogni 100.000 abitanti, che diventa di 100 casi ogni 100mila abitanti se si considera solo la popolazione over 50. Le più colpite sono le donne sopra i 66 anni, con un'incidenza maggiore del 73%. Un altro dato che emerge è la tendenza dell'ostruzione delle vie lacrimali ad aumentare negli anni recenti con un'incidenza più elevata tra il 1996 e il 2000, rispetto agli anni compresi tra il 1976 e il 1979. Lo studio conclude affermando che, verosimilmente, questo trend potrebbe continuare. Le cause non sono state ancora determinate.

 

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di Redazione
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