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Risultati straordinari: 45 interventi ed 1 solo decesso

Salvare il cuore senza usare il bisturi


Salvare il cuore senza usare il bisturi
25/02/2009, 17:02

Ad otto mesi dal primo intervento effettuato al cuore in Italia senza aprire il torace, nuova frontiera della cardiochirurgia non invasiva, si registra un solo decesso.
La metodologia innovativa che consente di guarire gravi cardiopatie aprendo solo una piccola finestra toracica è stata realizzata ad Avellino, in Campania, nella Clinica Montevergine di Mercogliano ad opera del Professor Paolo Rubino e della sua equipe.
 
 “Per noi è importante l’idea di far vivere persone che normalmente sarebbero spacciate. Su quarantacinque interventi abbiamo registrato un solo decesso.- sostiene Rubino, responsabile della Divisone di Emodinamica della Clinica Montevergine di Mercogliano - I nostri sono casi che senza le attuali tecniche che siamo riusciti a realizzare e a sperimentare, non hanno possibilità di vita più lunga dei sei mesi”.
 
L’equipe del Dottor Paolo Rubino, nel giugno del 2008  ha impiantato per la prima volta la protesi in una paziente, il cui rischio di morte stimato, se si fosse sottoposta a terapia chirurgica tradizionale, era superiore al 30%. “Grazie a questa metodica è possibile dare una valida opzione terapeutica a pazienti che hanno una prognosi severa. L’apertura di una piccola finestra toracica consente di evitare complicanze respiratorie e riduce drasticamente i tempi di degenza ospedaliera rispetto alla chirurgia tradizionale. La sostituzione valvolare aortica trans apicale è una nuova frontiera della cardiologia interventistica” ha commentato il Dottor Rubino.
 
Sino ad oggi la sostituzione valvolare aortica, con approccio chirurgico tradizionale mediante apertura completa del torace ed impianto di una valvola artificiale, rappresentava l’unica terapia possibile. Oggi èpossibile impiantare protesi valvolari aortiche senza la necessità dell’approccio chirurgico tradizionale, introducendo la protesi tramite un piccola finestra, grande meno di due centimetri, praticata nel torace. Tale foro è sufficiente ad esporre l’apice (la punta) del cuore, attraverso il quale è poi introdotta la protesi. Una volta all’interno del cuore, grazie all’uso dei raggi X, è possibile posizionare la valvola artificiale in corrispondenza di quella naturale e qui rilasciarla grazie alla dilatazione del palloncino. Non è quindi necessario aprire il torace.           

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di Redazione
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