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“Travisati i concetti nel colloquio con il Papa”

Scandalo lobby gay, arrivano le scuse dal Sudamerica


Scandalo lobby gay, arrivano le scuse dal Sudamerica
12/06/2013, 18:38

 “Corrente di corruzione” nella curia romana e una “lobby gay” in vaticano. Sarebbero questi, in sintesi, gli elementi riportati dopo un colloquio del Santo pontefice. Resoconto, evidentemente travisato, come ha dichiarato la Confederazione di Religiosi Latinoamericana e dei Caraibi che si scusa, dichiarandosi "profondamente dispiaciuti" per la diffusione del colloquio con il Papa del quale è "attribuibile solo il senso generale". "La conversazione si è svolta sulla base delle domande rivolte al Papa dai presenti", dichiara ancora la Clar. Il colloquio "non è stato registrato, ma poco dopo è stata fatta una sintesi sulla base di quanto ricordavano i presenti... sintesi destinata alla memoria personale dei partecipanti, in alcun modo ad una pubblicazione per la quale non era stata fatta una richiesta".
Ma "è chiaro che non possono essere attribuite con certezza al Santo Padre le espressioni contenute nel testo, bensì solo il suo senso generale", si evince ancora dal comunicato diffuso a Bogotà dalla confederazione di religiosi. "La Clar - conclude il testo - è profondamente dispiaciuta per quanto è successo e la confusione da essa derivante".
Secondo quanto emerso, il Pontefice avrebbe dunque ammesso la presenza – nella curia romana – di "corrente di corruzione", e una "lobby gay" in Vaticano, aggiungendo che "bisogna vedere cosa possiamo fare al riguardo". A riportare il resoconto delle parole di Papa Francesco è stato il sito web  cileno Reflexion y Liberacion. Interrogato sulla sua volontà di riforma, Papa Francesco ha risposto: "Eh sì, è difficile. Nella curia c'è gente santa, santa davvero. Ma esiste anche una corrente di corruzione, anche questa esiste, è vero. Si parla di una lobby gay ed è vero, è lì... Ora bisogna vedere cosa possiamo fare al riguardo". "Non posso essere io a fare la riforma, queste sono questioni di gestione e io sono molto disorganizzato, non sono mai stato bravo per questo", avrebbe ammesso il Papa, aggiungendo che ha fiducia nella commissione cardinalizia che ha creato con questo incarico. In merito è stato anche interpellato il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi che ha detto di non avere "alcuna dichiarazione da fare sui contenuti della conversazione” dato che si trattava di "un incontro di carattere privato".

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di Erika Noschese
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