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Speranza: prevenzione e cure di malattie cardiovascolatorie

Scoperti 20 geni-chiave per il funzionamento del cuore

"Genoma Wide": tecnica per esplorare il codice genetico

Scoperti 20 geni-chiave per il funzionamento del cuore
15/04/2013, 18:41

 

Un piccolo esercito di ricercatori internazionali hanno scoperto una ventina di geni-chiave che promettono di aprire nuove strade nella comprensione delle malattie cardiovascolari.

 Recenti studi portano infatti a pensare che la velocità con cui il cuore batte in condizioni di riposo sia in qualche modo associata alla probabilità di essere colpiti da problemi cardiaci.

La ricerca è pubblicata oggi su Nature Genetics. La conoscenza è ancora agli inizi ma da questa ci si possono aspettare importanti indizi sia per la prevenzione che per la terapia di queste patologie.

Tra i 268 ricercatori, appartenenti a 211 istituti scientifici, ci sono anche i ricercatori del Progetto Molisani di Campobasso, sostenuto dall'Associazione Cuore Sano, che hanno portato il loro contributo grazie ai dati raccolti in precedenza nello studio europeo Immidiet, condotto dallo stesso gruppo in Italia, Belgio ed Inghilterra.

Questi studiosi, coordinati dal Mount Sinai Hospital di New York e dall'Università di Cambridge, hanno deciso di esplorare il Dna di circa 86.000 persone proprio alla ricerca di caratteristiche genetiche che potessero essere correlate alla frequenza cardiaca.

"Genome Wide" questo il nome della tecnica usata con la quale si esamina l'intero Dna alla ricerca di possibili variazioni.

"La tecnica del Genome Wide e' molto importante perchè permette di esplorare il codice genetico in tutta la sua estensione. Prendiamo il caso della frequenza cardiaca: e' più alta in alcune persone, più bassa in altre. Esaminando il Dna, possiamo trovare quelle parti che differiscono tra gli uni e gli altri". "Parti di codice spesso ancora sconosciute, delle quali solo con questo sistema capiamo il ruolo nel funzionamento dell'organismo o nelle malattie". Questo quanto afferma Licia Iacoviello, responsabile dei progetti Moli-sani e Immidiet .

Il team internazionale di ricercatori ha potuto scoprire 14 nuove zone del genoma umano coinvolte nella regolazione del battito cardiaco, in aggiunta ad altre 7 zone che erano già note.

Raffinando in questo modo le prime osservazioni, sono stati individuati 20 geni, tutti coinvolti nello sviluppo e nel funzionamento del cuore.

 "Le nostre osservazioni, sia nell'uomo che nei pesci zebra e nei moscerini - commenta Marcel den Hoed, dell'Università di Cambridge, primo autore dello studio - ci forniscono nuovi approfondimenti sui meccanismi che regolano il battito cardiaco". "Siamo molto orgogliosi - evidenzia Iacoviello - di aver partecipato a questa scoperta. I progetti Immidiet, iniziato nel 2000, e Moli-sani, avviato nel 2005, sono nati proprio per questo tipo di studi: esaminare un gran numero di persone alla ricerca di quelle caratteristiche che li rendono diversi, magari più suscettibili verso una malattia, oppure piu' protetti verso un'altra". "La genetica gioca un ruolo fondamentale, come viene dimostrato qui. Sono certa che Immidiet e Moli-sani contribuiranno ancora, negli anni a venire, al progresso delle nostre conoscenze sul delicato equilibrio tra salute e malattia", conclude.

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di Flavia Stefanelli
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