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SE IL FIGLIO NON ARRIVA ANCHE L’UOMO SI CHIEDE PERCHÈ


SE IL FIGLIO NON ARRIVA ANCHE L’UOMO SI CHIEDE PERCHÈ
29/09/2008, 08:09

Gli uomini sono sempre più coscienti del fatto che l’infertilità possa dipendere da un loro problema. Ben l’80% di loro infatti sa che è importante eseguire un esame del liquido seminale, a prescindere dal fatto che si cerchi o meno una gravidanza nell’immediato futuro. E’ quanto emerge dall’indagine condotta da SIU, Società Italiana di Urologia, in 100 piazze italiane, e presentata al Congresso del centenario Siu a Roma. «Risultati come questo – spiega Vincenzo Mirone, Presidente Siu – confermano che siamo sulla strada giusta: l’informazione scientifica ci permette di migliorare la vita delle persone. Basti pensare come ora, dopo tanti sforzi, il PSA rientra finalmente fra i normali dosaggi richiesti nelle analisi dell’uomo dopo i 50 anni». Fino a qualche tempo fa, la sterilità maschile era un tabù e la coppia che non riusciva ad avere figli concentrava tutte le proprie attenzioni sulla donna: «Per ottenere un coinvolgimento dell’uomo si sono dovuti prima sfatare gli antichi stereotipi che identificavano la sterilità con la mancanza di virilità - chiarisce Mirone - Invece gli studi condotti negli ultimi anni hanno chiaramente dimostrato che almeno nel 50% dei casi è l’uomo ad avere una ridotta capacità riproduttiva». La conferma arriva dai laboratori clinici che dalla fine degli anni ’60 a oggi hanno registrato l’incremento esponenziale della richiesta di analisi di liquido seminale. Secondo i dati del laboratorio di semiologia e immunologia della riproduzione dell’Università «La Sapienza» di Roma sono oggi quasi 5.000 le richieste annuali di analisi seminali, mentre solo alla fine degli anni ’60 non si arrivava nemmeno a 500 richieste l’anno: «C’è stata indubbiamente una forte presa di coscienza da parte degli uomini del loro ruolo nelle difficoltà legate al concepimento, ma resta il fatto che il 90% della popolazione maschile non fa prevenzione e non consulta preventivamente il proprio medico. Un dato allarmante se si considera che la maggior parte dei casi di infertilità maschile ha origine da patologie uro-genitali che si possono prevenire o curare». Diverse le cause di infertilità maschile. «Senza dubbio la più frequente - spiega il professore Mirone - è il varicocele, responsabile nel 25% dei casi. A questa patologia se ne affiancano altre come il criptorchidismo, le infezioni delle vie genito-urinarie e prostatiche, le alterazioni ormonali dovute a disfunzioni endocrine. Determinanti possono risultare anche l’assunzione di farmaci come i chemioterapici, patologie da abuso di alcol e stupefacenti e patologie cosiddette professionali, ossia legate all’esposizione a radiazioni ionizzanti o ad inquinanti chimici di provata tossicità per la spermatogenesi».

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di Redazione
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