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Fondata il 9 maggio 1950

Seat spegne 60 candeline


Seat spegne 60 candeline
14/06/2010, 21:06

La SEAT festeggia il suo sessantesimo compleanno. La “Sociedad Española de Automóviles de Turismo, S.A.” è stata fondata il 9 maggio 1950 e non ha nessuna intenzione di andare in pensione. La Casa spagnola vanta una storia segnata da eventi importanti e oggi si esprime grazie a un carattere inconfondibile e a una strategia definita, con una dinamica gamma modelli, tecnologia all'avanguardia e design accattivante. Presso il Centro Tecnico di Martorell l'attività è frenetica per progettare il futuro: la concept IBE è un'anteprima di quello che ha in serbo il Marchio spagnolo per l'era della mobilità elettrica.

"Il percorso della SEAT è chiaro e prevede una nuova fase di sviluppo. Con il lancio della Ibiza ST e della nuova Alhambra, in autunno, la gamma SEAT appare completamente rinnovata” afferma James Muir, Presidente della SEAT, S.A. “Siamo riusciti a soddisfare le esigenze di un numero superiore di Clienti, regalando alle nostre automobili un carattere unico. Ogni SEAT vanta infatti un design inconfondibile, è incredibilmente sportiva e offre dotazioni tecnologiche all'avanguardia a condizioni estremamente vantaggiose. Ciò che più conta, tuttavia, è la grande motivazione dei nostri team di design, sviluppo e progettazione a cimentarsi in sfide sempre nuove.”

Competenza superiore e innovativa gamma modelli
A 60 anni dalla fondazione, la Casa spagnola è più pronta che mai ad affrontare il futuro. Il personale del quartier generale di Martorell (Barcellona) ha raggiunto gli 11.000 addetti, 1.300 dei quali lavorano presso il Centro Tecnico, il reparto dedicato a Ricerca e Sviluppo. Il sito produttivo si trova a 30 km da Barcellona ed è uno dei più avanzati in Europa, grazie a sistemi logistici altamente specializzati e alla estrema flessibilità dei processi produttivi. Ogni giorno da qui escono circa 2.000 vetture. Dal 1953, la SEAT ha prodotto oltre 16 milioni di veicoli, compresi i 337.000 del 2009. Due terzi della produzione sono destinati all'esportazione, per la maggior parte verso il mercato europeo. Su scala mondiale, la rete SEAT vanta oltre 3.000 centri di vendita e di assistenza, dislocati in 72 Paesi.

L'introduzione della nuova monovolume Alhambra, in autunno, completerà il rinnovamento della gamma modelli SEAT, che ora comprende la Ibiza, la Leon, la Altea, la Exeo oltre alla Alhambra, disponibili in numerosi allestimenti e motorizzazioni. L’innata sportività si ritrova nelle potenti versioni FR e CUPRA. Ma SEAT è anche sinonimo di efficienza: le tecnologie adottate nelle varianti ECOMOTIVE garantiscono i consumi più bassi nei rispettivi segmenti. La SEAT è così in grado di soddisfare le esigenze di diverse tipologie di Clienti, spaziando dai 265 CV di potenza della Leon CUPRA R alle emissioni pari a soli 98 grammi di CO2 per km della Ibiza Ecomotive.

Nuovi modelli per il futuro
La Alhambra è l'ultima nata di Casa SEAT e si caratterizza per la spiccata versatilità. È stata completamente ridisegnata per adattarsi perfettamente sia alle esigenze della famiglia sia di quanti utilizzano l’auto per lavoro e su lunghe percorrenze. Si distingue per carattere sportivo, piacere di guida e flessibilità, grazie alla sua sorprendente maneggevolezza, alle potenti motorizzazioni, capaci di erogare da 140 a 200 CV, oltre che a dotazioni tecnologiche all'avanguardia. Con un consumo medio di carburante di soli 5,5 litri per 100 km(ciclo combinato), la Alhambra diventa punto di riferimento per il segmento.

Per la SEAT il futuro è già iniziato: al Salone dell’Automobile di Ginevra 2010 è stata infatti svelata la IBE, una coupé sportiva compatta che incarna l'ideale SEAT di design accattivante e straordinario piacere di guida nell'era della trazione elettrica. La concept sfrutta la trazione del futuro, a emissioni a zero, per esprimere un concetto di mobilità urbana sportiva e dinamica e con il suo design offre un'emozionante prospettiva sugli sviluppi dello stile della Casa spagnola. Proporzioni dominanti e design preciso e inconfondibile definiscono l'evoluzione costante del DNA della SEAT in fatto di stile.

In prima fila nello sviluppo di tecnologie attente all'ambiente
La SEAT è una delle Case automobilistiche che può vantare grande esperienza nelle tecnologie attente all'ambiente. Negli ultimi anni i consumi di carburante hanno segnato una costante diminuzione in tutti i modelli, in particolare nelle versioni Ecomotive, eccezionalmente efficienti in termini di gestione e per questo premiate dal mercato. Il modello di punta è la Ibiza Ecomotive, con un consumo di carburante nel ciclo combinato di soli 3,7 l/100 km e 98 grammi di emissioni di CO2 per km, a fronte dei suoi 80 CV di potenza. La SEAT ha ampliato la propria offerta di modelli in versione Ecomotive con propulsori TDI altrettanto efficienti per Leon, Altea, Altea XL e Alhambra.

La prossima fase è rappresentata dalla Leon Twin Drive Ecomotive, che unisce un motore a combustione e uno elettrico. Molto più di un normale ibrido, questa, è un’auto "ricaricabile". La sua batteria agli ioni di litio può essere “rifornita” semplicemente collegandola a una presa di corrente, per raggiungere un'autonomia di circa 50 km. Il motore a combustione entra in gioco per gli spostamenti più lunghi. Le prime versioni prodotte in serie della Leon Twin Drive Ecomotive sono previste per il 2014.

Uno degli aspetti chiave per il raggiungimento di questo obiettivo è lo sviluppo di strategie volte alla salvaguardia dell'ambiente. La SEAT sta puntando su progetti ambiziosi per generare energia pulita a partire dal proprio stabilimento di Martorell; l'installazione di ben 320.000 m2 di pannelli solari lo renderanno uno dei siti produttivi più eco-sostenibili del settore. Sviluppato in collaborazione con il gruppo Gestamp, il sistema di pannelli fotovoltaici da 10 MW permetterà di generare oltre 13 milioni di kWh di elettricità ogni anno, l’equivalente dei consumi annuali di 3.000 famiglie. Nel contempo, la produzione di energia elettrica pulita permetterà di ridurre le emissioni nell’atmosfera di oltre 6.200 tonnellate di CO2.

Lavoro intenso per la realizzazione dell'automobile elettrica
L'obiettivo è lo sviluppo di un'automobile completamente elettrica, secondo l'esempio della concept SEAT IBE. Questa segna inoltre l'inizio di un progetto volto a favorire e promuovere lo sviluppo della mobilità elettrica in Spagna, dove sedici aziende leader nella tecnologia e sedici università ed enti di ricerca hanno deciso di prendere parte all'iniziativa denominata Cenit VERDE.

Grazie all’esperienza nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di automobili, la SEAT ha assunto un ruolo di primaria importanza in questo progetto. Con il sostegno del Ministero spagnolo della Scienza e dell'Innovazione (CDTI), l'Azienda potrà compiere ricerche, sviluppare e porre le basi per la mobilità elettrica. L'obiettivo è lo studio di tecnologie per la produzione di vetture elettriche in Spagna e per la creazione delle relative infrastrutture. Questa iniziativa è una delle sfide più ambiziose mai affrontate dall'industria spagnola. In quanto unico costruttore spagnolo, la SEAT avrà un ruolo decisivo in tal senso con la concept IBE.

Pilastro dell'industria spagnola
La SEAT impiega attualmente 13.500 persone e rappresenta l'1,6% dell'industria catalana (più del 3% in termini di occupazione). Secondo un'indagine del governo catalano, l'azienda produce effettivamente il 5% del PIL della Catalogna e l'1,5% del totale nazionale. Nel 2008, ha destinato 234 milioni di euro per ricerca, sviluppo e innovazione (588 milioni se si aggiungono gli investimenti in nuovi prodotti, apparecchiature produttive e migliorie), che ne fanno il secondo investitore privato di tutta la Spagna, in base ai dati resi noti dall'Eurostat, l'ufficio statistiche dell'Unione europea. Solo nel Centro Tecnico, che concentra le attività di ricerca dell'Azienda, lavorano quotidianamente circa 1.300 operatori altamente qualificati.

Storia

La Casa spagnola ha raggiunto un livello di maturità e una gamma consolidata di modelli e, grazie alla preziosa esperienza acquisita, sarà in grado di affrontare con successo le prossime sfide. La SEAT incarna il passato, il presente e il futuro dell'industria automobilistica nazionale.

La SEAT si è affermata a partire dal suo ingresso nel Gruppo Volkswagen ed è presente nella maggior parte dei segmenti grazie a un'ampia gamma di modelli dalla personalità decisa e dal design accattivante, di ispirazione mediterranea. Entrando a far parte di questo grande Gruppo, la SEAT ha potuto beneficiare di comuni investimenti in ricerca e sviluppo, tecnologie all'avanguardia e di un prezioso know-how maturato in diversi settori.

Ne è risultata una strategia di condivisione e sviluppo congiunto di piattaforme per gruppi di automobili, che ha permesso una significativa riduzione dei costi. Allo stesso tempo, l'espansione nei mercati europei è stata costante, grazie alla capillare rete di distribuzione su cui può contare il Gruppo, cosa questa che ha portato negli ultimi anni a un consolidamento della tradizionale vocazione all'esportazione della SEAT.

Ma non è sempre stato così, né per il Marchio né per il Paese. All'epoca della fondazione dell'Azienda, nel dopoguerra, il settore automotive viveva una situazione precaria; l'attività industriale era ridotta al minimo. Per le esigenze di trasporto personale ci si doveva accontentare di motociclette e di minivetture con motori derivati dalle stesse motociclette.

Dopo diversi tentativi infruttuosi, il progetto SEAT prese forma nel 1948 grazie a un'iniziativa del governo e a un gruppo di investitori privati. I contatti con diversi costruttori stranieri condussero a un accordo con la Fiat.

Tutto ciò è avvenuto esattamente sessant'anni fa.

Gli anni Cinquanta

Sessanta anni fa, nella primavera del 1950 nasce la “Sociedad Española de Automóviles de Turismo “ – SEAT. La data ufficiale della sua fondazione è il 9 maggio, che vede alla firma dell'accordo l'ente pubblico INI (Instituto Nacional de Industria, con il 51% del capitale azionario, pari a 600 milioni di pesetas di allora, corrispondenti a 3,6 milioni di euro attuali), sette grandi banche spagnole (42%) e la casa automobilistica italiana Fiat (7%), che mette a disposizione la propria competenza tecnica e la licenza di fabbricazione dei suoi modelli.

Lo stabilimento, costruito nella Zona Franca, distretto di Barcellona nei pressi del porto, occupa una superficie di venti ettari. Le strutture coperte superano i 95.000 m2, la maggior parte delle quali (75.000 m2) destinate al montaggio, 7.500 adibite a uffici e a laboratori, 2.300 a centrale termoelettrica e il resto a magazzino. La scelta della capitale catalana non è casuale: già dagli inizi del XX secolo, Barcellona si afferma come importante centro per la produzione automobilistica, sia nazionale (Hispano-Suiza, Elizalde) che straniera (Ford Motor Ibérica, General Motors Peninsular). La città può pertanto beneficiare di un contesto industriale solido e di personale qualificato.

La produzione inizia nel maggio 1953 e il 13 novembre esce la prima automobile con marchio SEAT: la 1400 A, una berlina a trazione posteriore con motore anteriore, 4 cilindri e 44 CV di potenza, che per tipologia di carrozzeria può essere considerata l'antenata dell'attuale Exeo. La produzione giornaliera è di cinque unità e i dipendenti 925, numeri questi destinati a crescere rapidamente.

Alla fine del 1954 sono già state consegnate 959 unità, per un volume di vendite di 123 milioni di pesetas. Un anno dopo, la produzione raggiunge le 3.000 vetture, quasi interamente costruite con componenti nazionali e il numero di lavoratori raggiunge le 1.700 unità. Nel 1956 la produzione raggiunge le 7.000 automobili; l'anno seguente il dato sale a 10.000. Due anni dopo i dipendenti sono 5.000. Per affrontare la carenza di industrie nell’indotto, la SEAT è obbligata a stimolare la creazione di aziende di componentistica nazionali per la 1400, fornendo loro consulenza tecnica, brevetti e, in alcuni casi, capitale.

Nel 1957 la SEAT lancia la 600, che ha motorizzato il Paese. L'impatto sulla società spagnola di questa piccola utilitaria a trazione posteriore con motore posteriore è tuttora oggetto di analisi sociologiche. Non solo la 600 è stata per molti la prima vettura, ma ha migliorato notevolmente la qualità della vita regalando mobilità e libertà come nessun altro prodotto aveva fatto nella storia spagnola.

Il suo arrivo trasforma le strade del Paese. Le motociclette, con o senza sidecar, e le minivetture, così popolari fino ad allora vengono gradualmente sostituite. La 600 è una vera automobile, con un motore 4 cilindri, portiere in lamiera, spazio per quattro persone e addirittura impianto di riscaldamento.

La nuova SEAT incontra grande favore nel pubblico con una vera e propria pioggia di ordini. Nel marzo del 1957 sono più di 100.000 e l'azienda non è in grado di soddisfarli. Il mercato dell’epoca è caratterizzato da un'offerta limitata, come limitata è la produzione dei pochi marchi esistenti. Ma la SEAT è nella posizione migliore per accettare la sfida: in un solo anno, la produzione della 600 “sestuplica”. Intorno al ‘56 si registra l’impennata massima degli utili, con un +15%. Nella seconda parte del decennio, la proporzione di utile distribuito aumenta progressivamente fino a raggiungere il 13% nel 1958. La recessione, dovuta alle riforme economiche, causa una riduzione dei margini e blocca i dividendi nel 1959. I margini di profitto riprendono a crescere negli anni Sessanta grazie al notevole aumento delle vendite, fino a stabilizzarsi intorno al 10%.


Gli anni Sessanta

All'inizio del nuovo decennio, la SEAT è una delle protagoniste indiscusse dell'industria automobilistica spagnola. Il Paese attraversa un periodo di crescita economica, segnato dal parziale abbandono dell'attività agricola a favore di nuovi settori come il turismo e i servizi, nei quali le automobili giocano un ruolo fondamentale. La prima 1400 A è stata rinnovata due volte: nella versione più recente, la 1400 C, si prefigura il telaio della futura SEAT 1500, la berlina di riferimento del mercato per molti anni, ampiamente utilizzata dall'amministrazione statale (vetture di rappresentanza, automobili della polizia, ambulanze, ecc.) e utilizzata anche come taxi.

L'introduzione della versione D nel 1963 coincide con l'affermazione della 600, che domina i paesaggi spagnoli. L'elevata domanda porta a un aumento della produzione (da 80 vetture al giorno nel primo trimestre del 1961 a 100, poi a 120, per arrivare a 240 alla fine del 1964), a una riduzione dei costi e conseguentemente del prezzo di vendita, che, a sua volta, stimola la domanda.

Sebbene le liste di attesa siano ancora lunghe, la popolazione passa dalla motocicletta alla SEAT 600. Le scampagnate in famiglia nei fine settimana diventano una piacevole abitudine. Nuovi complessi edilizi sorgono ovunque. Anche le gare automobilistiche diventano sempre più popolari grazie agli appassionati di motori. In pochi altri periodi della storia spagnola l'automobile ha contribuito in tale misura alla trasformazione della società. E mentre la rete industriale si infittisce, con una crescita del numero di aziende dell’indotto, le opportunità di lavoro aumentano l'occupazione, in particolare degli immigrati che dalle regioni meridionali dell'Andalusia, dell'Estremadura e della Murcia raggiungono la Catalogna.

La piccola vettura è affettuosamente ribattezzata "seiscientos" e rappresenta per la Spagna ciò che la Renault 4 CV rappresenta per la Francia, quello che la Fiat Topolino e la 500 sono per l'Italia, la Mini per il Regno Unito e la Volkswagen Maggiolino per la Germania: l’auto del popolo. Nel 1973 ne sono stati prodotti 800.000 esemplari, ma la Fiat si assicura affinché la produzione sia destinata unicamente al mercato locale. Tuttavia, gli spagnoli ne esportano 150 unità in Colombia e, solo successivamente, alcune concessioni sul contratto di licenza con la Fiat lasciano un più ampio margine di libertà, consentendo alla SEAT 600 tra il 1970 e il 1973 di diventare l'auto più venduta in Finlandia.

Fin dall'inizio, la Casa spagnola era al corrente di quale sarebbe stato l'impatto sociale della propria attività. Al momento della fondazione, 46.000 m2 di terreno erano stati acquistati per costruire il complesso edilizio della SEAT, in previsione delle ondate di emigranti che avrebbero richiesto alloggi, ma anche strutture sportive ed educative. L'Azienda presta anche particolare attenzione alla formazione degli apprendisti per rispondere alla domanda di lavoro, prevedendo inoltre periodiche sessioni formative destinate ai dipendenti interessati a specializzarsi.

In questa fase, la SEAT consolida la propria rete commerciale e rafforza la propria posizione di leadership nel mercato. I dipendenti sono 10.000 e la produzione giornaliera raggiunge le 300 vetture. La produzione quadruplica a circa 160.000 unità nel 1967. La gamma viene ampliata con la 1500 Familiar, la 800, una versione a quattro porte della 600 creata dalla SEAT, e la 850. Nel 1967 viene fondata FISEAT, che permette ai Clienti di beneficiare di finanziamenti per l'acquisto della propria vettura. In questo periodo i dipendenti sono circa 15.000.

Incoraggiata da nuovi accordi tra gli azionisti, la Fiat aumenta la propria partecipazione al 36% mentre l'INI riduce la propria quota di una percentuale quasi corrispondente e il capitale sociale raddoppia fino a raggiungere 1,8 miliardi di pesetas. Ma il risultato più importante è il sostegno della Fiat al progetto della SEAT di esportare il 20% della propria produzione. L’iniziale commercializzazione della 600 in Colombia dà l’avvio a una vasta attività di esportazione in dodici Paesi differenti.

La nuova 124 debutta nel 1968, l'Azienda impiega 20.000 dipendenti e la produzione annua raggiunge quota 200.000 vetture. La milionesima SEAT è una 124 gialla, vinta da Rosa Zumárraga al gioco a premi “Un millón para el mejor”, trasmesso dall'emittente televisiva TVE. L'anno successivo vede l'introduzione della 1430, un altro modello esclusivo della Casa spagnola, e della 124 familiare, vetture capaci di coniugare alta qualità, prestazioni e prezzo ragionevole a dimostrazione della superiorità del Marchio rispetto alla concorrenza. La fine del decennio segna per la SEAT il consolidamento della propria posizione come primo produttore di automobili nazionale.


Gli anni Settanta

Ben presto la SEAT raccoglie i frutti dell'aumento del potere d'acquisto della società spagnola. Nel 1971 l’Azienda si afferma come maggiore realtà industriale del Paese e nel 1974, con ricavi che rasentano il milione di dollari, occupa l'ottavo posto tra le case automobilistiche europee. L'incredibile crescita economica dell'ultimo periodo dell'era franchista è evidenziata dal fatto che, a metà degli anni Settanta, non meno del 48% delle famiglie possiede un'automobile mentre dieci anni prima la percentuale era del 27%.

Il numero di vetture sulle strade spagnole continua ad aumentare. Agli inizi degli anni Settanta ne circolano quasi 2,4 milioni, metà delle quali a marchio SEAT. A soli vent'anni dalla sua fondazione, questa Azienda si afferma come principale industria del Paese. La gamma viene ampliata con le versioni sportive della 124 e della 132 – il modello più lussuoso – che sostituisce la 1500 e le esportazioni aumentano di dieci volte fino a raggiungere le 55.000 unità all'anno nel 1971.

L’organizzazione del Campionato Formula 1430, riservato alle monoposto equipaggiate con il motore a doppio albero a camme della popolare berlina, è una chiara dimostrazione della vocazione agonistica della SEAT. In questi anni la Casa domina il panorama delle competizioni automobilistiche in Spagna, in particolare tra le gare di rally, conquistando molte vittorie nazionali, due secondi posti europei, un terzo e un quarto posto all'edizione 1977 del mitico Rally di Montecarlo, dove le automobili ufficiali (una 1430 e una 1800) sono guidate da Antonio Zanini e da Salvador Cañellas.

In linea con le tendenze dell'epoca, la SEAT nel 1972 passa alla trazione anteriore con la nuova 127, la prima auto polivalente con motore e trasmissione anteriori, seguita subito dalla versione a quattro e cinque porte di produzione nazionale. Il Centro Tecnico di Martorell è inaugurato nel 1975 per far fronte all'esigenza di sviluppare prodotti unici. Si afferma come il luogo ideale per la creazione della SEAT 133 (il primo progetto originale dell'Azienda, basato sulla piattaforma della 850, la cui produzione è autorizzata anche in Argentina e in Egitto), spinta dal propulsore 1.010 cm3 52 CV, della 127 Especial (un’altra novità) e dell'audace 1200/1430 Sport, progettato in collaborazione con Inducar.

Quest’ultima vettura, inizialmente concepita dal designer italiano Aldo Sassano per un modello NSU a motore posteriore, ne conserva le prese d'aria sui passaruota. Nella versione della SEAT, tuttavia, tali prese servono solo per l'aerazione del bagagliaio perché il motore è anteriore ed è installato trasversalmente a un angolazione di 16 gradi. Il telaio deriva dalla 127, mentre il motore della potenza di 67 CV viene dalla più grande 124.

La coupé, che mantiene ancora oggi il suo fascino, è presto ribattezzata Bocanegra (“bocca nera”) per il caratteristico frontale con calandra nera. Nel 1977 lo sviluppo ne aumenta la potenza a 77 CV, portando così alla nascita della 1430. I potenziali Clienti sono i giovani che non possono permettersi una 124 Sport Coupé. La SEAT ritorna a questo progetto nel 2008 con il prototipo “Bocanegra” e, nel 2010, con un particolare allestimento per la Ibiza SC, che rende omaggio al modello originale.

Nel 1974 il fatturato raggiunge quasi un milione di dollari e la SEAT si afferma all'ottavo posto in Europa tra le case automobilistiche ed è inoltre l'unica a progettare, sviluppare e produrre automobili in Spagna. Dispone di una nuova linea di assemblaggio e di un magazzino centrale a Martorell, il numero di dipendenti supera quota 30.000 e la produzione giornaliera raggiunge le 1.900 unità. Ma la crescita non si limita a questo: dopo la chiusura di Authi nel 1975, la SEAT acquisisce l'unità produttiva di Landaben in Navarra e, nel rispetto dell'impegno assunto con l'INI di mantenere i posti di lavoro, vi trasferisce la produzione della 124, la cui nuova versione si dimostra un successo.

È in questo periodo che la SEAT deve affrontare la crescente concorrenza straniera che cerca di sfruttare le condizioni favorevoli del mercato spagnolo. Essa reagisce quindi rinnovando e rielaborando diversi aspetti della propria strategia aziendale (costi di produzione, efficienza del lavoro, gamma modelli), adottando linee guida per l'assistenza ai Clienti e offrendo garanzie più ampie (dodici mesi su tutti i modelli, prezzi garantiti dal contratto di acquisto alla consegna, manutenzione gestita da officine autorizzate, assistenza stradale...).

Quando il quattro milionesimo veicolo SEAT esce dallo stabilimento, le concessionarie superano il migliaio. Sono disponibili nuovi modelli (128, 131, Ritmo) e quelli esistenti vengono rinnovati (127, 132); nell'unità produttiva di Landaben viene avviata la produzione delle sportive Lancia Beta Coupé e Beta HPE. I venti di cambiamento portano la democrazia e l'affermazione di una nuova classe media, urbanizzata e istruita. Emblematico della situazione del momento, a questo proposito, è l'arrivo in Parlamento del Primo Ministro Adolfo Suárez alla guida della sua SEAT 127.

Ma i conti dell'Azienda non sono più così rosei. Il bilancio del 1978 registra una perdita di 10.374 milioni di pesetas e una produzione di 288.487 veicoli. L’abolizione delle restrizioni all'importazione e la politica industriale del governo favoriscono sensibilmente l'arrivo di aziende straniere. L'INI e le banche azioniste propongono una graduale capitalizzazione da parte della Fiat fino all'81% in due anni, a fronte di una costante iniezione di capitale. La Fiat accoglie la proposta, dopo lunghe trattative, a una serie di condizioni che comprendono la liberalizzazione del prezzo delle automobili, la riduzione del numero di dipendenti e garanzie dello Stato sui prestiti richiesti. Ma il futuro ha in serbo per la SEAT dei cambiamenti ancora più inattesi.

Gli anni Ottanta

Nonostante il prestigio dei propri prodotti, la SEAT affronta gli anni Ottanta con cautela. La quota di mercato è diminuita del 26%, il personale è stato ridotto e le perdite accumulate superano i 23.655 milioni di pesetas nel 1982. Le difficoltà finanziarie in cui versa l’Azienda, costringono la Fiat a non proseguire nella seconda fase di aumento del capitale. Viene infine raggiunto un accordo secondo il quale la Fiat cede la propria quota per il prezzo simbolico di una peseta e si impegna ad acquistare 400.000 veicoli prodotti in Spagna nei successivi cinque anni e a venderli attraverso la propria rete con il marchio Fiat. Allo stesso tempo, la SEAT può esportare i propri modelli prodotti al di fuori del contratto di licenza con la Casa italiana.

È giunto un momento di cruciale importanza per il Marchio spagnolo, che può ora riprendersi e cominciare daccapo, sfruttando tutte le risorse disponibili nonché la propria creatività e la capacità di reagire che lo caratterizzano. In tre anni si sviluppano tre modelli, basati su motori esistenti e viene svelata una vettura completamente nuova, destinata a diventare l'icona dell'Azienda. Il rinnovamento della SEAT comprende anche un inedito logo in colore blu e l'adozione dei nomi di città spagnole per i propri modelli: Ronda, Malaga, Marbella, Ibiza...

La strada, tuttavia, riserva ancora molti ostacoli. La Fiat ricorre al Tribunale Internazionale affermando che la nuova Ronda, progettata da Fissore e dal Centro Tecnico sulla base della Ritmo, è troppo simile al modello cui si ispira. La SEAT predispone però un modello speciale nel quale tutti gli elementi che lo distinguono vengono verniciati in un colore diverso per dimostrarne l'originalità. Nel 1983 i giudici di Parigi emettono una sentenza favorevole alla SEAT: la produzione e l'esportazione della Ronda possono proseguire. Un altro sviluppo positivo è l'avvio delle trattative con il Gruppo Volkswagen. La SEAT sottoscrive un accordo di distribuzione per i modelli Audi e Volkswagen attraverso la propria rete di Concessionarie e per la produzione della Polo/Derby e della Passat/Santana in Spagna. Si tratta della prima fase di una collaborazione estremamente proficua tra le due Case automobilistiche.

Se esiste un'automobile capace di esprimere il dinamismo, l'ambizione e l'entusiasmo degli anni Ottanta in Spagna questa è certamente la SEAT Ibiza. Riflettendo la fama internazionale dell'isola mediterranea, famosa per la sua particolare atmosfera, il lancio di questo modello nel 1984 segna un punto di svolta sulla scena automobilistica spagnola. Si tratta della prima vettura realmente nazionale ideata dalla SEAT, progettata da Giugiaro e dotata di motore Porsche, che ha conferito credibilità allo slogan "Design latino, carattere tedesco”. Senza dimenticare poi il fatto che la campagna pubblicitaria intitolata “La nuova generazione è arrivata” ha fortemente influenzato la società spagnola alle prese con le storiche elezioni legislative nel 1982. Il fattore chiave del suo successo è la gamma di motorizzazioni progettate a Stoccarda; l'iscrizione System Porsche sui motori Ibiza ripaga ogni centesimo dell'investimento tedesco della SEAT (e al fornitore garantisce royalties che ammontano a sette marchi tedeschi per ogni vettura venduta).

Dopo che l’allora Presidente dalla Volkswagen Dr. Carl H. Hahn riesce a convincere il Primo Ministro socialista Felipe González a permettere la privatizzazione della SEAT, il Gruppo di Wolfsburg acquisisce inizialmente una quota del 51% il 18 giugno 1986 che, poco prima del Natale dello stesso anno, passa al 75%. Allo stesso tempo, le esportazioni, essenziali per la SEAT, cominciano finalmente a crescere. Sorprendentemente, i primi modelli (Ronda) sono destinati ai Paesi Bassi! Nel 1983, la nuova società controllata dalla Volkswagen avvia la propria attività in Germania, inizialmente attraverso un importatore e successivamente, nel 1986, attraverso una propria affiliata: la SEAT Deutschland GmbH, con sede a Mörfelden-Walldorf. Da allora sono state importate in Germania oltre un milione di vetture SEAT. Il processo di integrazione è lento e richiede investimenti da parte della Casa tedesca per circa 500 miliardi di pesetas. In questa fase, la vocazione sportiva del Marchio spagnolo riceve un impulso decisivo con la SEAT Sport.

Gli anni Ottanta si concludono per la SEAT molto meglio di come erano iniziati. La produzione raggiunge il record di 474.149 unità all'anno nel 1989 e l'Azienda torna in attivo. La SEAT contribuisce per il 15,2% alla produzione del Gruppo Volkswagen, una ragione sufficiente perché il Management decida di acquistare nel 1999 le azioni rimanenti fino a raggiungere il 99,9%. Il nuovo stabilimento in costruzione a Martorell è destinato a diventare il centro di produzione principale del Marchio e uno dei più moderni del continente. Ed è soprattutto grazie all'eccezionale accoglienza destinata alla Ibiza, di cui sono stati prodotti oltre 500.000 esemplari, che i consumatori europei cominciano ad associare il nome SEAT al concetto di originalità.

Gli anni Novanta

Completamente integrata nel Gruppo tedesco, la SEAT decide di svincolarsi sempre più dai due grandi marchi Volkswagen e Audi per puntare allo sviluppo di una nuova gamma. Diversi Saloni dell'automobile assistono alla metamorfosi del primo modello, prodotto a partire dalla tecnologia Volkswagen: si tratta delle concept car Proto C, Proto T e Proto TL. La Toledo, presentata al pubblico al Salone dell'auto di Barcellona del 1991, è una berlina due volumi disegnata da Giugiaro e disponibile in tre versioni. Nonostante la flessione del mercato, la SEAT è la quinta marca grazie alla sua quota del 10% e la Ibiza è il quarto modello più venduto in Spagna.

I Giochi Olimpici di Barcellona del 1992 sono un'opportunità unica per la SEAT, che diventa il principale fornitore di veicoli destinati agli organizzatori: circa 2.000 automobili, per la quasi totalità nuove Toledo. Lo stabilimento di Martorell è inaugurato all'inizio dell'anno seguente, si tratta un complesso industriale di 3 milioni di m2 con 404.000 m2 di impianti. La produzione supera le 1.500 unità giornaliere, per un investimento di circa 244.500 milioni di pesetas. È qui che nascono la nuova Ibiza, dotata di marmitta catalitica per tutti i mercati, e la Cordoba, in sostituzione della Malaga.

La riduzione di cinque punti (dal 33 al 28%) delle imposte sugli acquisti di automobili nuove non è sufficiente ad attenuare gli effetti della crisi economica attraversata dall'Azienda, aggravata dalla svalutazione della peseta. Nell'ottobre 1993, si decide di chiudere lo stabilimento di Zona Franca, dove restano attivi alcuni uffici e la produzione di alcuni componenti, mentre il montaggio della Toledo viene trasferito a Martorell. La chiusura dello storico stabilimento provoca l'agitazione dei sindacati, mettendo a rischio il futuro della SEAT. La Volkswagen è disponibile a investire 130 miliardi di pesetas per evitarne la chiusura, a condizione che l'Amministrazione pubblica faccia lo stesso con un investimento di 8 miliardi da parte della Generalità di Catalogna e 38 miliardi del Governo centrale. L'operazione ha gravi conseguenze sui posti di lavoro con una riduzione dei dipendenti a 12.600 unità.

Il 22 febbraio 1993, Sua Maestà il Re Juan Carlos di Spagna e il nuovo Presidente del Gruppo Volkswagen, Dr. Ferdinand Piëch, inaugurano lo stabilimento di Martorell. Si tratta di uno degli impianti produttivi più moderni d'Europa, costruito su 3 milioni di m2 di superficie in soli 34 mesi. La seconda generazione della Ibiza e della Cordoba sono i primi modelli a essere prodotti in questo stabilimento.

La presentazione, nel 1995, del prototipo di monovolume Alhambra dimostra che la SEAT intende puntare con decisione sullo sviluppo. La Alhambra e le sue gemelle Volkswagen Sharan e Ford Galaxy saranno prodotte in Portogallo, presso lo stabilimento di Palmela: la prima struttura al di fuori dei confini spagnoli. Nel 1996 vengono presentati due nuovi modelli ispirati alla Ibiza: la due porte Cordoba SX e il van Inca, mentre l'anno successivo nasce la prima versione sportiva della Ibiza, la Cupra. La superiorità della SEAT nel Campionato del Mondo Rally nella categoria 2 litri per tre anni di seguito, dal 1996 al 1998, fuga qualsiasi dubbio sulle potenzialità della SEAT Sport. Il 1997 è l'anno della Arosa, la prima supercompatta di casa SEAT e della station wagon Cordoba Vario.

Se il bilancio del 1996 si chiude con un attivo di 2.764 milioni, l'anno successivo si registrano risultati ancora più incoraggianti, con un utile netto di 11.051 milioni e una produzione di 467.000 unità, il 12,5% in più rispetto all'anno precedente. Anche la produttività aumenta (da 53 a 59 unità/operaio/anno) e dallo stabilimento di Martorell escono ogni giorno 2.046 veicoli, rispetto alle previsioni iniziali di 1.100 unità. Nel 1998, l'anno in cui escono la seconda generazione della Toledo e la due milionesima Ibiza, la SEAT trasferisce la produzione della Arosa a Martorell (inizialmente assemblata dalla Volkswagen a Wolfsburg) e la produzione della Polo allo stabilimento di Landaben, del quale ha riacquisito la proprietà. La Toledo di seconda generazione è inizialmente prodotta a Bruxelles, fino a quando i volumi non ne consentono il trasferimento a Martorell. Non deve sorprendere che lo stabilimento possa garantire una produzione tanto imponente: con 13.500 dipendenti, in grado di assemblare 2.200 automobili al giorno, è una delle unità produttive europee più remunerative.

In questa fase, la SEAT annuncia il completo rinnovamento della propria gamma entro cinque anni e investe 200 miliardi di pesetas nell’ambito della Ricerca e Sviluppo, finanziati unicamente con fondi propri. Ciò è reso possibile da un anno di utili record (24.462 milioni di pesetas, superiori del 121,4% rispetto all'anno precedente). Al Salone dell'Automobile di Ginevra del 1999, vengono presentate due nuove vetture: la concept car Formula e la Toledo Cupra V6, unitamente al nuovo logo della Casa spagnola, una “S” rossa stilizzata che esprime con forza i valori del marchio SEAT. Passione, sportività, dinamismo e tecnologia.

Duemila

La linea dinamica che distingue le SEAT del 21° secolo, proposta dal nuovo Responsabile del Design, Walter de’ Silva, permea fortemente il mutato linguaggio formale del Marchio, con i prototipi di Salsa e Tango. Al contempo, la gamma modelli subisce un importante rinnovamento: viene ampliata l'offerta delle versioni Leon (150 CV TDI, Cupra, Cupra R e FR), il look della Alhambra e della Arosa viene rivisto, vengono presentate la terza generazione della Ibiza e la seconda generazione della Cordoba, e la SEAT Sport lancia la Ibiza Cupra R in serie limitata. Dopo aver trionfato al Campionato Tedesco Rally con la Cordoba WRC, la SEAT si ritira dalle competizioni, ma nel 2002 ritorna sui circuiti spagnoli organizzando il primo Trofeo Leon Supercopa. Forte di cinquant’anni di esperienza, perfettamente integrata in un Gruppo di cui fanno parte anche Audi e Lamborghini, la SEAT si dimostra decisamente proiettata al futuro, offrendo la vendita delle sue vetture su internet (www.eSEAT.com) e adottando un nuovo claim, che ne afferma con orgoglio la personalità mediterranea: autoemoción.

In questa fase la SEAT decide di tornare alle competizioni. Centinaia di vittorie nei rally e su pista arricchiscono il medagliere della SEAT, ma la Casa automobilistica decide di portare la passione per lo sport a un livello completamente nuovo. Nel 2003, iscrive la Toledo Cupra al Campionato Europeo Superturismo (ETCC). Vi partecipa nel 2004 e l'anno successivo l'evento assume importanza mondiale (WTCC). La SEAT comincia a gareggiare con la Toledo Cupra, per poi sostituirla durante il campionato con la Leon. Gli ottimi risultati (3° posto nel 2006 e 2° nel 2007) sono solo il preludio dei successi seguenti: la Leon TDI si aggiudica sia il titolo Piloti che il titolo Costruttori nel 2008 e nel 2009, superando i rivali con auto a benzina. Grazie alla tecnologia avanzata dei motori Diesel, la SEAT riesce in un'impresa che a molti sembrava impossibile: per la prima volta, infatti, un modello spagnolo consegue il titolo ed è il primo Turbodiesel in assoluto a trionfare in un campionato del mondo per vetture turismo.

Di conseguenza, pressoché l'intera gamma viene arricchita con le versioni Cupra R e FR, compresa la nuova Altea. La Ibiza supera i quattro milioni di unità prodotte. La gamma si completa con altre varianti e si sviluppa in linea con le ultime tendenze del mercato. Il nome scelto per la nuova Ibiza SC SportCoupé Bocanegra richiama il recente passato della SEAT poiché evoca il nomignolo attribuito alla sportiva 1200/1430 Sport degli anni Settanta, sempre presente nella memoria collettiva del Paese. Inoltre, la nuova Exeo, che debutta al Salone dell'Automobile di Parigi nel 2008, dimostra come la SEAT si stia affermando nel segmento delle berline superiori. Il prestigio della Casa spagnola, produttrice di automobili di qualità dalla vocazione sportiva e dal prezzo ragionevole, continua a mantenersi anche all'inizio del nuovo millennio.

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di Redazione
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