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Semina su sodo, la tecnica che ottimizza lo smaltimento in agricoltura di reflui e compost da rifiuti urbani


Semina su sodo, la tecnica che ottimizza lo smaltimento in agricoltura di reflui e compost da rifiuti urbani
22/07/2011, 12:07

L’Associazione Italiana Produttori Amici del Suolo (A.I.P.A.S.) conferma l’invito rivolto ai giornalisti della stampa, della radiotelevisione e delle testate telematiche ad essere presenti alla conferenza stampa del 26 luglio 2011 – ore 11,00 - che si terrà a Napoli in via Cappella Vecchia nella sala dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.
Coltivare la terra senza contribuire all’aumento dell’effetto serra, anzi migliorando la fertilità dei suoli e la qualità dell’agro-ambiente, con l’utilizzo della “semina su sodo”, un sistema di coltivazione nuovo per le aree meridionali che, in più, riesce anche a migliorare il reddito degli agricoltori – questo lo spirito che anima l’A.I.P.AS. “La conferenza stampa del 26 luglio è anche un’occasione per invitare i giornalisti a San Giorgio La Molara (BN) per il prossimo 30 luglio – dice il presidente Vella – in occasione della giornata nazionale delle Semina su Sodo di AIPAS”. Durante la Conferenza stampa – presente il presidente di AIPAS Antonio Vella ed il direttore del sodalizio, il dott.agr. Danilo Marandola, saranno presentate la semina su sodo (o semina diretta) e le attività di sperimentazione e diffusione condotte da A.I.P.A.S. negli ultimi 10 anni nelle aree del centro-sud Italia. La semina su sodo offre anche interessanti opportunità per la soluzione di alcuni problemi che oggi sono molto sentiti come il corretto smaltimento delle deiezioni degli animali posti in allevamenti intensivi e semintensivi (bovini, bufalini, suini, avicunicoli), la gestione dei nitrati ed il riutilizzo agronomico di un compost di qualità certificata proveniente dalla frazione umida dei rifiuti solidi urbani.
La semina su sodo – o semina diretta – è una tecnica che permette di coltivare tutti i tipi di seminativi in totale assenza di lavorazioni meccaniche del terreno quali arature, ripuntature e ripassi. Il seme, infatti, è messo a dimora da un’apposita macchina direttamente nel terreno “non dissodato”. <<Sul piano ambientale – sottolinea il direttore Marandola – i vantaggi sono innumerevoli se la gestione agronomica del complesso “suolo-coltura” viene eseguita in maniera mirata ed efficace: il terreno non arato è più ricco di sostanza organica e di umidità; le emissioni dirette e indirette di anidride carbonica in atmosfera diminuiscono>>. E a lungo andare si riduce l’impiego fertilizzanti chimici e di acqua per l’irrigazione.
Nelle zone di collina e di montagna, inoltre, la semina su sodo consente di azzerare i fenomeni di dissesto idrogeologico ed erosione superficiale del suolo dovuti all’utilizzo dell’aratro.


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di Redazione
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