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Dopo il via libera, a Pordenone, al mais ogm

Sen. Saro: "Contenzioso Ogm, sto con la Coldiretti"


Sen. Saro: 'Contenzioso Ogm, sto con la Coldiretti'
01/02/2010, 10:02

ROMA - Ritornano a creare divisioni gli organismi geneticamente modificati dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha dato il via libera ad un agricoltore di Pordenone per la coltivazione di mais ogm, di fatto il via libera agli ogm in Friuli Venezia Giulia. Il senatore Ferruccio Saro si schiera apertamente con la Coldiretti che ha promosso una battaglia contro questa decisione e gli effetti collaterali sull'ecosistema del Friuli Venezia Giulia e dichiara il suo appoggio in tutte le sedi istituzionali per portare avanti le ragioni della categoria.
I rischi associati all'ingegneria genetica applicata all'alimentazione provengono da più settori, ricorda Saro che cita i “numerosi casi di contaminazione avvenuti a dimostrazione che le industrie del biotech non sono in grado di controllare la diffusione degli organismi geneticamente modificati, basti ricordare le conseguenze nefaste provocate ai danni di contadini americani e cinesi dal riso ogm”. Oltre a questa mancanza di controllo che si profila una volta che gli ogm sono entrati nel circuito della catena alimentare, “potremmo assistere al venire meno della biodiversità e alla concentrazione delle risorse alimentari in capo a poche multinazionali”. A suffragare la veridicità delle minacce sotto il profilo della salute – sottolinea Saro – è intervenuto un organismo
autorevole: l'American Academy of Environmental Medicine che ha pubblicato un documento in cui si afferma che “gli ogm pongono seri rischi per la salute” e si consiglia di evitarne il consumo. Non a caso – sempre sulla scorta del documento dell'istituto americano - gli esperimenti sugli animali hanno mostrato risultati preoccupanti come allergie, disfunzioni immunitarie, problemi di fertilità, mortalità infantile, scompensi d’insulina e alterazioni comportamentali”. E' per questo che l'organismo ha domandato una moratoria sul cibo transgenico.
Da rilevare anche – prosegue Saro – la questione di una etichettatura
trasparente: nella Comunità Europea tutti i cibi contenenti ingredienti derivati da piante transgeniche, in proporzione superiore all'uno per cento deve essere segnalata tramite l'etichettatura obbligatoria. Dal 1 gennaio 2009 il Regolamento UE 834/2007 consentirebbe anche nei prodotti Biologici contaminazioni "accidentali" di ogm fino allo 0,9%, addirittura senza l'obbligo di segnalarlo in etichetta, anche se le raccomandazioni più recenti pare stiano andando in una direzione più rigorosa, proprio per consentire anche ai consumatori una libera scelta di prodotti alla luce però di indispensabili informazioni complete e corrette.
Salvaguardare l'ecosistema del Fvg, la biodiversità e la tipicità delle coltivazioni – conclude Saro – è un dovere anche della politica che, nella battaglia mossa dalle categorie, deve dare risposte altrettanto chiare per il bene della coltivazione e dei coltivatori del Friuli Venezia Giulia e dell'Italia.

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di Redazione
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