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In Italia un censimento per individuare le donne a rischio

Seno, nelle protesi francesi c'erano sostanze mai testate

Tra gli additivi, resine usate per carburanti e gomma

Seno, nelle protesi francesi c'erano sostanze mai testate
02/01/2012, 21:01

MARSIGLIA - Scoperta-shock sulle protesi mammarie difettose dell'ormai fallita società Pip di Seyne-su-Mer: contenevano un gel al silicone al quale erano stati aggiunti additivi impiegati nell'industria petrolchimica, mai testati per usi medici. Tra gli additivi ci sono baysilone, silopren e rhodorsil, cioè resine comunemente utilizzate per carburanti, gomma, computer e anche alimenti, ma mai sperimentate, né tanto meno approvate per uso clinico.
Era già noto che gli impianti sotto accusa, a rischio rottura molto più elevato rispetto alla media e sospettati di essere potenzialmente cancerogeni, racchiudevano gel al silicone industriale, peraltro non omologato dalle autorità competenti, al posto di quello compatibile con l'utilizzo medico, dieci volte più costoso. Ma ora  si scopre il ricorso a veri e propri additivi chimici.
Intanto, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale l'ordinanza firmata il 29 dicembre scorso dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, per individuare i portatori delle protesi mammarie francesi prodotte dall'azienda. L'ordinanza impone a tutte le strutture ospedaliere e ambulatoriali pubbliche e private, accreditate o autorizzate, di fare un censimento delle protesi mammarie, anche se l’elenco non diventerà pubblico. Ma c’è di più, perché a farsi carico delle spese per eliminare il silicone che potrebbe essere cancerogeno, sarà il servizio sanitario nazionale.

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di Gaia Bozza
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