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“È il più grande attacco di sempre”

Server olandese lancia attacco spam


Nella foto la sede di Cyberbunker
Nella foto la sede di Cyberbunker
27/03/2013, 19:30

Internet sotto attacco hacker. Proprio per questo motivo, il suo funzionamento sta subendo diversi problemi e rallentamenti su scala globale. “E’ il più grande cyber-attacco della storia”, hanno dichiarato gli esperti. Secondo quanto riferito dal sito BBC, le unità anti-cybercrime hanno  avviato le indagini in cinque diversi paesi.
Causa di questo attacco globale sembrano essere i contrati sorti tra la Spamhaus, un’organizzazione internazionale no-profit attiva nella lotta contro lo spam con sede a Londra e Ginevra e Cyberbunker, una società olandese di hosting. L’organizazione di Londra pare aver bloccato i server gestiti da Cyberbunker, disposta ad ospitare qualsiasi contenuto ad eccezione di pedopornografia e terrorismo come dichiara sul suo sito. E da qui parte l’attacco.
A questa decisione Sven Olaf Kamphuis, portavoce di Cyberbunker, ha replicato accusando Spamhaus di abusare della sua posizione non avendo titolo a stabilire in modo arbitrario “ciò che può stare o non può stare sul web”. Sin dal 19 marzo, secondo Spamahaus, Cyberbunker avrebbe fatto partire una serie di attacchi di tipo DdoS (Distributed Denial of Service) in combutta con bande criminali dell’Europa orientale e della Russia scaricando una massa di traffico impressionante pari a 300 gb/s  contro le strutture dell’organizzazione per tagliarle fuori.
Anche il sistema di Domain Name System (DNS) è stato colpito dal server olandese ma anche le infrastrutture governative sono a serio rischio, a causa dell potenza del server olandese. “L’effetto a catena generato da questo attacco sta avendo ripercussioni su Internet a livello globale”, ha dichiarato il Prof. Alan Woodward, esperto di sicurezza informatica presso la University of Surrey che in passato aveva già denunciato la vulnerabilità del DNS. Spamhaus d’altro canto sostiene di poter fronteggiare e bloccare repentinamente questo attacco, annunciando la collaborazione di molte importanti società come Google che si sono messe a disposizione per aiutare ad “assorbire tutta questa massa di dati” cercando di scongiurare effetti più devastanti per la rete. 

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di Erika Noschese
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