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Non sussiste reato: non c'è guadagno sulla prostituzione

Sesso online, provider prosciolto dal Gup di Roma


Sesso online, provider prosciolto dal Gup di Roma
17/09/2009, 22:09

Non luogo a procedere per insussistenza del fatto. Si è concluso con un proscioglimento il procedimento a carico di un provider Internet che offre servizi di registrazione, manutenzione, nome e dominio di siti a luci rosse: per il giudice per le udienze preliminari di Roma Alfredo Ruocco non sussiste il reato di sfruttamento della prostituzione; lo stesso vale anche per i titolari di indirizzi internet che ospitano banner a pagamento per contenuti a sfondo pornografico.
Il giudice, facendo riferimento al decreto legislativo numero 70 del 9 aprile 2003, ha spiegato che “non sono emersi elementi e specifici collegamenti tra quest’ultimo e il gestore del sito”. Inoltre, non è stato accertato che il provider, legato all’attività illecita del sito internet, ricavasse dalla situazione un profitto economico. Malgrado ciò, il giudice ha comunque riconosciuto le responsabilità del provider che, una volta venuto a conoscenza dell’attività illecita propagandata sul proprio  spazio, ha il dovere di rimuovere o disabilitare l’accesso alle pagine web. L’avvocato che cura la difesa del provider ha sottolineato l’importanza di questa decisione, che “interpreta correttamente le norme comunitarie e nazionali sulla responsabilità degli intermediari”.

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di Nico Falco
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