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Vincente la posizione delle multinazionali

Si chiude il forum mondiale: l’acqua è necessità, non diritto


Si chiude il forum mondiale: l’acqua è necessità, non diritto
22/03/2009, 22:03

L’acqua come necessità, ma senza alcun accordo che la inquadri come diritto. Si è concluso, dopo una settimana di lavori con oltre 25mila persone all’opera in rappresentanza di 155 paesi, il Forum mondiale sull’acqua di Istanbul. La contesa che ha tenuto banco è quella tra le multinazionali, che vogliono imporre la visione dell’acqua come bene, e quella di numerose organizzazioni non governative e da diversi Paesi, che invece battono sul concetto di ‘diritto all’accesso all’acqua’.

Il testo conclusivo del Forum indica diversi impegni: necessità di fare economia di acqua, in particolare tagliando gli sprechi nel settore agricolo, e di contrastare l’inquinamento, sia nei corsi d’acqua che nelle falde freatiche. Francia, Spagna e molti paesi dell’America latina e del continente africano hanno tentato di modificare il documento, ma senza riuscirci. La dichiarazione finale pare averla data vinta alle multinazionali: si afferma infatti che l’accesso all’acqua potabile e alla bonifica è una “necessità fondamentale”, ma non un “diritto”. Il segretario generale del Forum, Oktay Tabasaran, ha parlato del documento come di “una piattaforma per affrontare i problemi del mondo legati all’acqua, che non possiamo ignorare”, per la sopravvivenza sulla Terra. Si tratta di un documento importante, ha concluso Veyes Eroglu, ministro turco dell’Ambiente, “che servirà da riferimento a livello governativo”.

Critiche si sono levate, per l’assenza del ‘diritto all’acqua’ nel documento, dal Partenariato francese per l’acqua (Pfe), che riunisce rappresentanti dello Stato, delle comunità locali, delle imprese e delle ong. Il ministro francese per l’Ambiente, Chantal Jouanno, si era espressa in proposito la settimana scorsa, indicando il diritto all’acqua come il fondamentale tra quelli dell’uomo.

Attualmente ogni anno otto milioni di decessi sono collegati alla carenza di acqua e servizi igienico-sanitari, oltre un miliardo di persone hanno limiti di accesso all’acqua potabile e 1.1 miliardi di persone non possono disporre di risorse idriche. 2.6 miliardi di persone hanno problemi igienico-sanitari ed ogni giorno 3900 bambini muoiono  a causa della mancanza d’acqua e dell’inquinamento di corsi d’acqua e falde sotterranee. L’allarme dell’Onu descrive uno scenario altamente preoccupante, con metà della popolazione mondiale che dovrà fare i conti con l’assenza di acqua nel 2030 ed i maggiori problemi concentrati in Africa.

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di Nico Falco
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