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Sicurezza Stradale: gli ammortizzatori, sicuri se efficienti.


Sicurezza Stradale: gli ammortizzatori, sicuri se efficienti.
10/09/2011, 13:09

Siamo a bordo della nostra auto e stiamo percorrendo una strada statale a velocità moderata quando in prossimità di una curva, dinanzi a noi, appare all’improvviso la sagoma di un cane. Il panico gela il nostro corpo, la nostra mente, frazioni di secondo in cui restiamo basiti, fino a quando un’azione, istintiva, prende il sopravvento. Uno scarto verso sinistra, l’auto si corica lateralmente manifestando un rollio preoccupante, eccessivo forse.

La manovra sembra riuscita, il cane è stato evitato, ma la stabilità dell’auto appare ancora critica, accenniamo un riallineamento ma la vettura si avvita su se stessa rendendo inutile ogni tentativo di recupero.

Ci siamo fermati, per fortuna, complice anche la bassa velocità ma con il muso nell’altro senso di marcia. Siamo finiti in testa coda. Da cosa sarà dipeso? Forse un errore nella manovra di riallineamento? O forse la velocità, non appropriata alle circostanze?

Nulla di tutto ciò. Al momento della manovra, critica sicuramente, gli ammortizzatori della nostra vettura erano “scarichi”. Infatti, l’imperfetta efficienza di questi organi può causare gravi fenomeni di instabilità, generando perdite di aderenza dei pneumatici.

Non solo, possono causare un allungamento degli spazi di frenata nonché facilitare l’insorgenza del fenomeno dell’aquaplaning e aumentare i consumi di vari organi meccanici del veicolo. Ma, qual’ è il compito degli ammortizzatori?

E’ quello di evitare la perdita di contatto tra il pneumatico ed il terreno e di contenere le oscillazioni del corpo vettura favorendo un confort di marcia sempre ottimale. E’ dunque un elemento di congiunzione tra la sospensione e la carrozzeria e lavora in stretta sinergia con le molle. Nel corso degli ultimi anni la tecnologia ha contribuito notevolmente al miglioramento di questi organi il cui scopo è ,sì, quello di consentire agli occupanti di viaggiare in un ambiente confortevole, grazie a un perfetto e costante filtraggio delle asperità del terreno, ma anche di rappresentare uno dei punti chiave nella corsa verso la sicurezza di marcia. Non a caso, grazie all’elettronica, sono state sviluppate soluzioni intelligenti con l’obiettivo di adattare la capacità di assorbimento degli ammortizzatori alle diverse condizioni di marcia. Diverse le soluzioni: a gas, a controllo elettronico, idropneumatiche, fino a giungere a meccanismi più complessi come le sospensioni a controllo Magnetoreologico “i fluidi magnetoreologici  (MR)  presentano la proprietà di cambiare istantaneamente  e reversibilmente la viscosità interna,  in modo proporzionale al campo magnetico applicato, essendo una sospensione costituita da un 20-40 per cento, in volume, da particelle di ferro”. E’ importante quindi sottoporre gli ammortizzatori a controlli periodici, generalmente ogni 15-20 mila chilometri, al fine di preservarne l’efficienza nel tempo e garantire un’adeguata sicurezza di marcia.

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di Davide Montella
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