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Sicurezza Stradale:il fattore di rischio


Sicurezza Stradale:il fattore di rischio
07/09/2011, 08:09

 

In Italia, nel 2010, da una stima anticipata, gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati 207.000, 3.998 sono stati i morti, 296.000 i feriti.

Il che, tradotto, significa 567 incidenti stradali giornalieri con lesioni a persone, con una media, sempre giornaliera, di 11 morti e 811 feriti, numeri impressionanti che devono far riflettere e rendere gli automobilisti consapevoli dei fattori di rischio insiti nella conduzione di un autoveicolo.

Il trasporto su gomma è ancor’oggi il sistema più utilizzato per la mobilità di persone e merci ed in quanto tale, rispetto ad altre forme di trasporto, eleva sensibilmente la percentuale di rischio di sinistri.

Ma cos’è realmente il fattore di rischio?

Concettualmente il termine viene utilizzato in tutte quelle circostanze in cui si desidera dar vita a specifiche azioni , per così dire positive, mirate ad evitare il verificarsi di un evento dannoso.

Pertanto, il fattore di rischio, se presente nei soggetti, eleva sensibilmente la possibilità di imbattersi in eventi indesiderati.

Ma gli eventi, come si sa, sono imprevedibili e quando si manifestano generano negli individui comportamenti molto diversi tra loro e spesso dipendenti dalla condizione psico-fisica, dalla capacità e velocità di reazione (spesso influenzata dalla somministrazione di alcol, farmaci ecc.) dalle capacità tecniche , dall’esperienza, dalle capacità percettive.

Franco Taggi, Dirigente di ricerca e Direttore del reparto “Ambiente e Traumi” dell’Istituto Superiore della Sanità di Roma, attraverso l’acronimo “PERIDEA”,  ha studiato una formula in grado di definire le capacità percettive dell’individuo. La catena PERIDEA (PErcezione, RIconoscimento, DEcisione, Azione)  così definita, traccia un percorso compiuto dal conducente di un autoveicolo nel momento in cui, ad esempio, è costretto ad evitare un ostacolo improvviso o effettuare una frenata di emergenza.

Il percorso è suddiviso in quattro fasi:

nella prima, il soggetto ha la percezione di un rischio imminente, nella seconda, ne riconosce la gravità, nella terza, decide mentalmente l’azione più opportuna, nella quarta ed ultima, la realizza fisicamente.

E’ evidente che i fattori di rischio possono annidarsi in ognuna di queste quattro fasi, difatti, un soggetto con problemi visivi, per esempio, quindi con una capacità psico-fisica ridotta, potrebbe avere un problema nella percezione del pericolo, quindi un allungamento dei tempi di reazione, ma una pronta azione una volta percepito. Velocità e distrazione figurano dunque tra i principali fattori di rischio ma ricordiamo che l’abuso di alcol, l’utilizzo improprio del cellulare e uno stile di guida poco attento e non improntato ai principi della prudenza e del buon senso, concorrono a generare situazioni di pericolo. Dunque, è importante tener sempre presente che dalle proprie e talvolta cattive  abitudini di guida può dipendere la propria incolumità , quella dei passeggeri e quella degli altri utenti della strada.

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di Davide Montella
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