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Innovazioni in campo farmacologico nella lotta all'insonnia

Sonno pesante e leggero, ecco perchè


Sonno pesante e leggero, ecco perchè
11/08/2010, 16:08

Un sonno tranquillo e beato. A meno che non vi troviate in uno sperduto eremo di montagna è un ricordo lontano. Auto che passano, schiamazzi, musica a tutto volume. Questa è ormai la colonna sonora del vostro riposo. E ad accrescere la rabbia il fatto che, mentre vi rigirate senza soluzione nel letto, la vostra dolce metà a fianco ronfa della grossa. A spiegare il bizzarro fenomeno, per cui c’è chi riesce a dormire in qualsiasi situazione e chi invece non tollera il minimo rumore, è l’Harvard Medical School di Boston, Stati Uniti.
Una ricerca condotta dal dottor Jeffrey Ellenbogen e pubblicata su “Current Biology”  ha fatto luce sulla diversa capacità di reggere l’inquinamento acustico durante il sonno. L’elemento chiave è rappresentato dai sleep spindles o fusi del sonno, treni di onde con frequenza di 12-16 Hz e della durata di 0,5 – 1,5 secondi, che compaiono all’inizio dello stadio 2 e perdurano per tutta la durata della fase non-REM. A fare la differenza pare sia infatti la quantità di emissione da parte del talamo di questi ultimi, nel corso della cosiddetta fase lieve del risposo. Maggiore quindi è la loro produzione, maggiore sarà la capacità cerebrale di inibire gli effetti negativi dei rumori. E ciò testimonierebbe che il cervello imposta la fase non-REM in maniera totalmente soggettiva, ecco perché alcuni hanno una risposta più potente ed un sonno più pesante.
Per giungere a tali conclusioni l’equipe del Dottor Ellenbogen ha coinvolto in un test 12 volontari sani. Essi sono stati osservati nel corso di 3 notti, mentre la loro attività celebrale veniva monitorata e registrata con encefalogramma. La prima notte è trascorsa senza rumori di alcun tipo, mentre le due notti successive si sono rivelate ricche di suoni fastidiosi, come squilli di telefono o rumori di traffico, riprodotti artificialmente dal team di lavoro. E proprio in questa seconda situazione l’encefalogramma ha mostrato come gli individui con più alti livelli di spindles fossero meno propensi al risveglio.
«Si tratta di una scoperta eccezionale – ha commentato Ellenbogen – siamo finalmente riusciti ad esaminare più a fondo uno dei momenti più misteriosi della mente e del corpo umano. In più la tesi sostenuta dal nostro gruppo potrà produrre importanti innovazioni in campo farmacologico nella lotta di disturbi come l’insonnia o il sonno-veglia».



 

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di Redazione
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