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La produzione sale del 7%, è boom

Sorpresa, gli italiani spendono di più in energia pulita


Sorpresa, gli italiani spendono di più in energia pulita
20/06/2010, 20:06

L'Italia punta sul nucleare ma, in attesa che si metta finalmente la prima pietra di un reattore, e sceglie la strada della generazione distribuita, i piccoli e piccolissimi impianti, spesso alimentati con le rinnovabili, che contribuiscono sempre più al fabbisogno energetico nazionale. Un boom dell'energia 'fai da te' che, forse, segue anche le difficoltà dell'economia e gli alti prezzi dell'energia registrati negli ultimi anni, con il picco del petrolio nell'estate del 2008. Dall'ultimo monitoraggio dell'Autorità per l'energia e il gas sulla generazione distribuita (vale a dire impianti con potenza nominale inferiore a 10 Mva) emerge infatti che nel 2008 risultavano installate 34.848 mini-centrali, con una potenza efficiente lorda corrispondente di 6.627 MW e una produzione lorda di 21,6 TWh, pari al 6,8% del totale nazionale. L'aumento rispetto all'anno precedente è esponenziale: nel 2007, infatti, si registravano appena 10.371 impianti, per una potenza efficiente lorda di 6.072 MW e una produzione totale di 19,3 TWh. A premere sul pulsante dell'acceleratore è il solare, che tuttavia non assicura una produzione massiccia: gli impianti fotovoltaici sono passati infatti da poco più di 4mila nel 2006 a quasi 32mila nel 2008. Molto più marginale, ma solo numericamente, è il ruolo dell'idroelettrico: gli impianti sono infatti appena 1.898, ma assicurano una produzione di 7,1 TWh, contro gli appena 0,2 TWh del fotovoltaico. In ogni caso, nel 58,7% dei casi l'energia prodotta è di origine rinnovabile. Inoltre, all'interno della generazione distribuita, circa 1,9 TWh sono stati prodotti da impianti piccolissimi, con capacità di generazione non superiore a 1MW. Il contributo delle mini-centrali al panorama energetico nazionale, dunque, non è indifferente, ma come in tanti altri settori anche in questo caso forti sono le differenze sul territorio. Basti pensare a regioni del Nord come Lombardia (potenza installata pari a 1.168 MW, per una produzione di 4.370,3 GWh) o Piemonte (rispettivamente 1.035,2 e 3.287,8), che si confrontano con situazioni come quella della Sicilia (appena 289,4 MW di potenza e 420,1 GWh di produzione).

Una differenza, osserva l'Autorità, che "sembra essere molto correlata al differente livello di industrializzazione delle varie regioni, per lo più con riferimento allo sviluppo della generazione termoelettrica". Uno dei vantaggi della generazione distribuita è il fatto che l'energia viene prodotta e consumata senza spostarsi di chilometri e quindi evitando anche la dispersione nella rete: nel 2008 circa un terzo della produzione lorda di energia elettrica da questo tipo di impianti è stato consumato in loco, il 66% è finito in rete e il restante 2% è stato utilizzato per l'alimentazione dei servizi ausiliari alla produzione.

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di Redazione
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