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I due ricercatori fuggiti anni fa dal nepotismo italiano

Staminali, la Lonardo: Iavarone e Lasorella tornino nel Sannio


Staminali, la Lonardo: Iavarone e Lasorella tornino nel Sannio
18/08/2009, 14:08

Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania, auspica che Antonio Iavarone e Anna Lasorella, i due scienziati italiani emigrati negli Stati Uniti e che di recente hanno fatto importanti scoperte sulle cellule staminali, possano tornare in regione per continuare i propri studi. “Le importanti scoperte scientifiche realizzate dal dottor Iavarone e dalla dottoressa Lasorella, - si legge in una nota della Lonardo, - mi riempiono di gioia e mi inorgogliscono. Conosco personalmente il dottor Iavarone, un sannita che si è saputo fare strada negli Stati Uniti, grazie al suo genio e alla sua competenza, doti che gli sono riconosciute a livello internazionale”. Doti che, però, non gli erano state riconosciute, a suo tempo, dall’Italia, da dove Iavarone si era visto costretto a spostarsi per non sottostare al nepotismo dilagante, che gli avrebbe tarpato le ali ed impedito di portare a termine ricerche, compresa quella che ha portato alla scoperta del ruolo di un gene considerato importantissimo nello sviluppo delle cellule staminali e che potrebbe costituire la chiave per comprendere i meccanismi delle neoplasie cerebrali. “Questo importante traguardo della medicina, opera di due cervelli italiani, - continua la nota, - conferma ancora una volta la necessità di operare scelte adeguate, anche a livello legislativo, per incentivare il rientro in Italia, e in particolare nella nostra regione, di scienziati di chiara fama che potrebbero dare un contributo determinante non solo sul fronte della ricerca applicata”.
I due scienziati sono da anni al lavoro presso il Columbia University Medical Center di New York; Iavarone, secondo quanto si apprende, avrebbe manifestato, da tempo, l’intenzione di tornare a lavorare in territorio sannita. “Abbiamo trovato, - hanno spiegato Iavarone e Lasorella, - una proteina capace di far ripartire la trasformazione delle cellule staminali in cellule adulte. La molecola si è rivelata indispensabile per la corretta programmazione delle cellule staminali del cervello perché grazie ad essa si formano i neuroni durante lo sviluppo dell’embrione di topo. Ma abbiamo anche scoperto che la stessa proteina viene eliminata durante lo sviluppo del più maligno tumore del cervello che colpisce bambini e adulti, il glioblastoma multiforme”.

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di Nico Falco
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