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Staminali, le nuove frontiere della ricerca


Staminali, le nuove frontiere della ricerca
01/07/2010, 13:07


ROMA - Le cellule staminali sono una risorsa da sfruttare e rendere accessibile. Per questo la ricerca vuole portare a sfruttare al massimo le loro potenzialità, puntando sullo sviluppo di prodotti di terapia cellulare e sulla nuova tecnologia a supporto di questo sviluppo. Secondo quanto emerso dal secondo Stem Cell Meeting, organizzato nei giorni scorsi a Lugano dal CardiocentroTicino e da Swiss Stem Cell Bank SSCB -la banca svizzera delle cellule staminali-, il mondo della ricerca si sta orientando verso una semplificazione; una serie di passaggi che possano portare le stesse cellule a disposizione del maggior numero di persone possibile. «L'attenzione finale è sempre diretta verso il paziente», ricorda Gianni Soldati, direttore scientifico di SSCB e tra gli organizzatori del meeting internazionale.
Dalla due giorni di Lugano sono emersi due ambiti innovativi per la ricerca sulle staminali. «Innanzitutto lo sviluppo di prodotti di terapia cellulare -ricorda Soldati-. Ovvero lo studio delle cellule in funzione di una loro applicazione all'interno di una terapia. In secondo luogo, lo sviluppo della tecnologia associata alle cellule staminali; una tecnologia che può aiutare gli stessi prodotti di terapia cellulare. Parliamo di apparecchi che possano portare sul mercato questi prodotti».
Anche l'interesse dei ricercatori sta cambiando. «C'è uno spostamento degli studi dai tessuti che sono difficilmente accessibili, come il midollo osseo, ai tessuti che invece sono più facilmente reperibili, come il tessuto adiposo», continua Soldati. Il più comune "grasso" sta infatti assumendo una notevole importanza all'interno della ricerca scientifica e gli studi finora eseguiti hanno portato ad individuare la presenza di cellule staminali con caratteristiche significative. «Sono molti i protocolli in corso che, al momento, indicano l'applicazione autologa di queste staminali. Cioè, direttamente sul paziente dal quale le cellule sono state estratte». Questo ambito, già patrimonio di un intero settore di applicazione delle staminali da cordone ombelicale, in un futuro prossimo potrebbe trovare grande sviluppo. «Uno dei settori che potrebbe trovare impulso è quello del bancaggio: la conservazione a meno 196 gradi delle staminali da tessuto adiposo per un futuro utilizzo nella cura di alcune patologie, o meglio, nella ricostruzione dei tessuti -precisa Soldati-. SSCB, che è tra le criobanche leader in Europa nella conservazione delle staminali cordonali, ritiene infatti che questo possa essere un ambito interessante di sviluppo».
Ancora lontano, per il momento, un altro grande traguardo per le cellule staminali: la loro riprogrammazione. «Si tratterebbe di individuare un processo in grado di "farle tornare indietro nel tempo" in modo da ottenere le cellule originarie -spiega il direttore scientifico di SSCB-. In questo ambito, la ricerca però deve ancora lavorare molto: non ci sono ancora studi clinici sull'uomo. La strada da fare è molta, ma questo è sicuramente un ramo molto interessante che catalizzerà l'attenzione di molti studiosi».
Lo Stem Cell Meeting di Lugano dà quindi appuntamento al 2012 quando sarà proposta la terza edizione. Intanto però SSCB sta valutando per il prossimo anno la possibilità di proporre un altro momento di confronto mantenendo sempre il focus sulle cellule staminali, ma affrontando tematiche più ristrette. Inoltre la città di Lugano non ha rinunciato al suo progetto di diventare punto di riferimento. Conclude Soldati: «L'amministrazione comunale sostiene il nostro progetto di creare un Polo tecnologico-medico in questo ambito a Lugano: un cammino lungo che potrebbe portare ad una clinica rigenerativa per il trattamento, per esempio, di pazienti affetti da diabete».

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di Redazione
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