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I risultati di un controverso studio britannico

Stato vegetativo: diagnosi sbagliate nel 40% dei casi


Stato vegetativo: diagnosi sbagliate nel 40% dei casi
04/02/2010, 21:02

LONDRA - Gli inglesi in questi ultimi mesi ci stanno dando decisamente dentro con ogni tipo di ricerca (tra cui qualcuna dalla dubbia utilità scientifica). Questa volta, alcuni scienziati britannici insieme a colleghi statunitensi e begli e dietro la guida del neuroscienziato Martin Monti del Medical Research Council Cognition and Brain Sciences Unit di Cambridge, si sono dedicati allo spinoso tema legato alle diagnosi sullo stato vegetativo. Secondo i risultati emersi, sembrerebbe che circa il 40% di tali diagnosi sia sbagliato o comunque non del tutto corrispondenti al vero. Secondo la ricerca appena condotta e resa nota anche dal New England Journal of Medicine, infatti, alcuni pazienti che versano in coma vegetativo o in stato di minima coscienza sarebbe in grado di rispondere ad alcuni stimoli provenienti dall'esterno.
A spiegare meglio il concetto su Salute 24 (rubrica di medicina del Sole 24 ore) è il primario dell`Unità Post-coma dell`Irccs Santa Lucia di Roma Rita Formisano:""L`ipotesi è che i pazienti che non rispondono a ordini semplici, come quelli in stato vegetativo, non abbiano totale `assenza di coscienza`, ma abbiano anzi dei `contenuti di coscienza`".
E cosa sarebbero questi "contenuti (o isole) di coscienza"? Secondo quanto si legge su Salute ventiquattro si tratta in pratica di "aree cerebrali che si attivano consentendo al paziente di avvertire gli stimoli esterni".
"Nei pazienti in stato di minima coscienza è usuale che i pazienti rispondano, anche se in maniera incostante e fluttuante, agli stimoli esterni -
continua poi la Formisano -  Ciò che stupisce è che accada anche in alcuni pazienti in stato vegetativo".
Il "dubbio diagnostico", come spiega l'esperta, prende vita proprio nel momento in cui si può osservare con regolarità la presenza di tali isole di coscienza. Nello studio inglese, ad esempio, sono stati esaminati 54 paziente per i quali era stato diagnosticato proprio lo stato vegetativo. Dopo l'esperimento, però, buona parte di questi è stato invece riclassificato in stato di minima coscienza.
A tal proposito, precisa la dottoressa "Accade molto spesso. Nella letteratura internazionale. Così si arriva al 40% di errori diagnostici: molti pazienti, dopo essere stati definiti in stato vegetativo, vengono riclassificati in stato di minima coscienza".
Certo è che, quando si parla di stato di minima coscienza, coma o stato vegetativo si toccano temi non solo medici e scientifici ma anche etici e morali. Scoprire che molti uomini ridotti a "vegetali" sono in realtà in grado rispondere agli stimoli esterni potrebbe essere un durissimo colpo per tutti gli strenui sostenitori dell'eutanasia. I misteri del cervello umano, del resto, sono ancora numerosissimi e difficili da chiarire in via definitiva ed esatta per i medici. Anche per tale motivo, conclude la Formisano"questi pazienti devono essere seguiti in strutture adatte e altamente specializzate in grado di fornire assistenza di qualità, tecniche diagnostiche avanzate e di stare al passo con la ricerca".

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di Germano Milite
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