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Stop ai massaggi cinesi in spiaggia: c'è il rischio di infezione


Stop ai massaggi cinesi in spiaggia: c'è il rischio di infezione
04/07/2009, 23:07

Roma. 04 Luglio. In seguito all’ordinanza emessa lo scorso mercoledì dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini- che ha disposto”misure per la tutela e l’incolumità pubblica dal rischio derivante dall’esecuzione di massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti”- sono scattati controlli a “raffica” su tutte le spiagge della penisola italiana. Il suddetto documento vieta i massaggi abusivi sponsorizzati sulle spiagge dai cinesi, che da circa otto anni ad oggi si spacciano esperti terapeuti nel contrastare dolori articolari e muscolari. Il divieto è volto a tutelare la salute dei cittadini contro prestazioni eseguite senza condizioni igieniche adeguate da individui senza comprovata competenza. Bisogna diffidare dei prezzi appetibili, dai 5 ai 15 euro, promossi dagli ambulanti per effettuare un massaggio alla schiena o ai singoli arti contusi o affetti da artrosi, in quanto possono essere trasmettitori di infezioni e malattie della pelle. Inoltre la sconosciuta fattura e provenienza degli spray al profumo, quasi fastidioso e penetrante di mentolo, misto a naftalina, adoperati per l’esecuzione dei massaggi, aumenta ancor di più il rischio di effetti allergici, aggravati dall’esposizione al sole. I massaggi sono un mezzo per rilassarsi, e spesso anche risolutori di alcune patologie fisiche; ma sono validi solo se realizzati da mani esperte. “Esistono patologie dell’apparato vasculo-linfatico ed oste-oarticolare, che possono andare incontro a complicanze se i soggetti sofferenti sono sottoposti ad interventi non tecnicamente adeguati”, ha ribadito il Sottosegretario Martini. L’attuazione pratica e il rispetto di questo importante provvedimento spetta ai Sindaci dei singoli Comuni, nel frattempo già in questo weekend non è stata data tregua ai numerosi cinesi circolanti sul litorale romagnolo e su quello toscano. “L’ordinanza emessa non vuole essere una discriminazione razziale contro i cinesi, ma intende tutelare la professionalità e la qualità del lavoro di massaggiatori ed estetisti specializzati”, ha spiegato Laura Vigarelli, della CNA Benessere e Sanità, ed ha continuato “La collaborazione dei gestori degli stabilimenti balneari  concorrerà al recepimento dell’ordinanza ed al suo rispetto, evitando possibili e spiacevoli conseguenze ai bagnanti”.

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di Valeria Russo
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