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Raggiungere la laurea ripara dall’ipertensione

Studiare fa bene alla salute… E alla pressione


Studiare fa bene alla salute… E alla pressione
28/02/2011, 18:02

Nonostante lo stress che spesso può comportare, come quello da paura degli esami o dei compiti in classe, andare a scuola e studiare fa bene alla salute e in particolar modo alla pressione. Il famoso “pezzo di carta”, la laurea insomma, un vantaggio di sicuro sembra arrecarlo: chi ha un livello di istruzione più alto è più protetto dai rischi dell’ipertensione. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Bmc Public Health”, infatti, chi studia più a lungo ha una pressione più bassa, e dunque è meno a rischio di infarti, ictus e problemi renali. Un beneficio evidente più nelle donne che negli uomini. Chi ha un grado di istruzione più alto ha meno problemi cardiaci, e la ragione, secondo la ricerca, potrebbe essere proprio la pressione sanguigna. Lo studio è stato effettuato dai ricercatori della Brown University, negli Usa, che hanno esaminato le cartelle di cliniche di circa 4.000 pazienti appartenenti al Framingham Offspring Study. L’indagine, durata oltre 30 anni, ha esaminato i dati di 3.890 persone, dividendole in tre gruppi, per bassa scolarità (12 anni o meno), media (13-16 anni) o elevata (17 o più). Dopo di che hanno calcolato la media della loro pressione sistolica per 30 anni. In questo modo hanno visto che le donne con poca istruzione avevano una pressione sanguigna di 3,26mmHg più alta di quelle con un livello di educazione più alto. Per gli uomini la differenza era di 2,26 mmHg. Altri fattori, come il fumo, farmaci anti-ipertensivi e l’alcol, sono stati presi in considerazione e l’effetto sulla pressione sanguigna è rimasto, anche se a un livello minore. “Un basso impegno negli studi – spiegano i ricercatori – predispone a lavori di grande tensione, con molte pretese e poco controllo, tutti indicatori associati all’ipertensione. Le donne poco istruite sono più a rischio di depressione, di essere madri single, e di vivere sotto la soglia di povertà”.

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di AnFo
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