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Studio USA: i videogames generano "dipendenza"


Studio USA: i videogames generano 'dipendenza'
21/04/2009, 11:04

Secondo uno studio effettuato da Douglas Gentile, psicologo della Iowa University, i videogames generano dipendenza. Avendo esaminato 1178 ragazzi tra gli 8 e i 18 anni, ha visto che il 10% di loro giocano circa 24 ore a settimana, mostrano problemi con i voti a scuola e soffrono di iperattività e di disturbo dell'attenzione.
E così abbiamo una nuova versione delle stupidaggini trasformate in "studio scientifico". Il fatto che un centinaio di ragazzi abbia problemi con i voti a scuola e soffra di "disturbi dell'attenzione" (cioè in pratica sono distratti a scuola) mi sembra criticabile ma normale in un bambino di 8-12 anni. E non è così raro neanche a 14 o 15 anni. Chi è quel ragazzo che, quando sta a scuola, magari quando fuori splende il sole, non pensa a come potrebbe divertirsi a giocare fuori, anzichè stare ad ascoltare una lezione, per lo più noiosa, visto che sono pochi gli insegnanti che sanno interessare gli studenti? In quanto all'iperattività... beh, diamo un po' di spazio e un pallone ad un gruppo di ragazzi (e visto che siamo negli USA; vale anche se gliene diamo una da basket o da football, ndr) e poi vediamo se non corrono finchè non sono belli sudati. Cosa questo c'entri con i videogiochi, è un mistero. O lo sarebbe, se non fosse l'ennesimo passo fatto dalle case farmaceutiche, che vogliono diffondere a macchia d'olio l'uso di psicofarmaci tra i ragazzi. Già in molte scuole statunitensi i ragazzi vengono storditi col Rintalin, psicofarmaco che rallenta i riflessi e quindi costringe a muoversi con attenzione, per non farsi male. Ma crea seri danni al sistema nervoso e provoca assuefazione, quella sì medicalmente accertata. Basta guardare le cifre: 24 ore a settimana di videogames, significa 3 ore al giorno + 6 la domenica. Qual è quel ragazzo che, se non deve uscire e ha un videogames, non ci gioca la sera dopo cena o la domenica pomeriggio? Lo fanno gli adulti nei giochi on line...

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di Antonio Rispoli
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