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Studio delle università di Stanford, Princeton e Berkeley

Studio Usa: VI estinzione di massa, l'uomo può scomparire

Tra le cause cambiamento climatico e deforestazione

Studio Usa: VI estinzione di massa, l'uomo può scomparire
21/06/2015, 10:36

SAN FRANCISCO (CALIFORNIA, USA) - Secondo gli studi condotti dalle autorevoli università americane di Stanford, Princeton e Berkeley, la Terra sarebbe entrata in una nuova fase di estinzione, precisamente la sesta fase di estinzione, in cui l’uomo, avendo intrapreso la corsa all’estinzione, potrebbe essere tra le prime specie di esseri viventi a scomparire, come accadde ai dinosauri 65 milioni di anni fa.

I ricercatori avvertono che la notizia rischia di essere percepita come un’esagerazione, come se si trattasse dell’annuncio di un’apocalissi fantascientifica. Ma spiegano che, in realtà, la questione è serie e bisogna intervenire quanto prima per evitare che si inneschi un processo irreversibile. I tre atenei, infatti, hanno appurato che i vertebrati, famiglia in cui rientrano anche i bipedi come gli uomini, stanno scomparendo ad un ritmo che è 114 volte superiore a quello normale. “Se non faremo nulla per fermare questo processo per la vita ci vorranno milioni di anni per riprendersi e la nostra specie sarà probabilmente tra le prima a scomparire”, ha spiegato il responsabile della ricerca, Gerardo Ceballos, alla BBC.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “Science Advances”, ha esaminato il tasso di scomparsa di specie di vertebrati muovendo dall’analisi dei fossili di quelli che sono già scomparsi. Il risultato ha messo in rilievo che dal 1900 sono scomparsi oltre 400 vertebrati e che questo ritmo sta accelerando, a causa di fattori quali il cambiamento climatico, l’inquinamento e la deforestazione. Per citare un esempio con l'obiettivo di rendere comprensibile la portata del cambiamento climatico e degli altri fattori soprelencati, i ricercatori hanno affermato che in appena tre generazioni umane scompariranno gli incalcolabili benefici per l’agricoltura e per l’ambiente in generale derivanti dall’impollinazione operata dalle api, che, come è risaputo, stanno scomparendo.

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di Vanessa Ioannou
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