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SVELATI I MISTERI DI PHOBOS


SVELATI I MISTERI DI PHOBOS
23/10/2008, 09:10

Gli hanno dato il nome greco della paura, Phobos, perché fin dall’inizio è apparso un oggetto inquietante, anomalo. E’ il maggiore dei due satelliti di Marte, ma per noi terrestri, abituati ad avere una Luna grande e splendente, sembra piuttosto un pezzo di roccia cosmica finito lì per caso. Di piccolissimo diametro, appena una ventina di chilometri, leggerissimo pur se rapportato alle sue modeste dimensioni, caratterizzato da un moto di rotazione frenetico, tanto che gira strettissimo attorno a Marte in appena 7 ore e 39 minuti, Phobos, più che il satellite della paura è quello del mistero.

SATELLITE ARTIFICIALE? - Alcuni astronomi si sono sbizzarriti a descriverlo come una sfera cava all’interno, altri addirittura come un satellite artificiale costruito dai marziani. Ora il mistero sembra svelato: Phobos sarebbe un «mucchio di ghiaia e di sabbia». Lo ipotizzano gli scienziati che stanno analizzando i dati raccolti da Mars Express, una sonda spaziale automatica dell’Agenzia spaziale europea in orbita attorno a Marte, di cui sta riprendendo foto ravvicinate della superficie e dei suoi due satelliti. Grazie alle immagini in tre dimensioni di Phobos (le possiamo ammirare sul sito http://photojournal.jpl.nasa.gov/target/Phobos), gli scienziati hanno potuto calcolare, con una precisione mai raggiunta prima, la massa e il volume dell’enigmatica luna di Marte e ricavarne la densità media, che è risultata di 1,85 grammi per centimetro cubo, cioè di gran lunga inferiore a quella della nostra Luna che è di 3,5 grammi per centimetro cubo.

MUCCHIO DI GHIAIA - La notevole leggerezza di Phobos avvalora l’ipotesi che il satellite, sotto una superficie di polveri dello spessore di circa 100 metri , del tutto simile a quella lunare, disseminata di crateri grandi e piccoli, non nasconda un nucleo compatto, ma aggregati di sassi tenuti insieme dalla forza di gravità e separati da cavità: insomma, una struttura a rubble pile (mucchio di ghiaia) , come dicono gli esperti. Tale struttura, secondo gli studiosi dei corpi minori del sistema solare, sarebbe propria a molti asteroidi con densità altrettanto bassa. Degli asteroidi a mucchio di ghiaia, gli specialisti stanno tentando di realizzare un archivio computerizzato con lo scopo di escluderli da esperimenti spaziali che ne potrebbero compromettere l’integrità. Infatti, se si frammentassero in miliardi di corpi, in seguito a qualche impatto provocato da sonde spaziali, rappresenterebbero, per la Terra, uno sciame potenzialmente distruttivo.

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LE IPOTESI FANTASCIENTIFICHE - All’inizio degli anni ’60, l’astrofisico russo Iosif Shklovsky, che è stato un amico e collaboratore del più noto Carl Sagan, sbalordì la comunità scientifica avanzando l’ipotesi che Phobos fosse un satellite artificiale messo in orbita da civiltà marziane, arrivando ad azzardare che la sua superficie potesse essere una sfera metallica. Il fisico Fred Singer, a quei tempi consulente scientifico del presidente Eisenhwer (e oggi uno dei più noti negazionisti delle responsabilità umane sul cambiamento climatico), gli andò dietro aggiungendo che il satellite serviva alla sopravvivenza dei marziani. Anni dopo, le prime foto ravvicinate del satellite di Marte, irregolare e butterato come una patata, smentirono entrambi. Ma il mistero di Phobos è rimasto, alimentato anche da enormi striature che lo cingono per intero e che sono difficili a spiegarsi come raggiere provocate dagli ejecta dei crateri. Chissà se ora, con l’ipotesi del ‘rubble pile’, sia arrivato il momento di affrancare Phobos dalla immotivata «paura» suscitata dal suo nome.

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di Redazione
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