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Tagli alla psichiatria: a rischio chiusura le strutture riabilitative gestite da Gesco


Tagli alla psichiatria: a rischio chiusura le strutture riabilitative gestite da Gesco
20/07/2009, 22:07

Sono a rischio chiusura le strutture riabilitative gestite dal gruppo di imprese sociali Gesco per conto dell’ex Asl Caserta 1. Più di 30 operatori potrebbero finire per strada e 50 utenti - ospiti dei quattro gruppi appartamento e del centro diurno gestiti da Gesco sul territorio casertano - rimanere senza assistenza. Motivo della chiusura sono i tagli (contemplati dall’avviso pubblico per l’inutile accreditamento previsto dall’Asl) del 40% al settore della psichiatria terapeutica e riabilitativa, paradossalmente proprio mentre la regione Campania sta mettendo a punto i criteri per l’accreditamento regionale per le strutture della salute mentale.
“L’Asl ha deciso con un avviso pubblico di dismettere numerose attività riabilitative senza però provvedere a ricollocare pazienti e personale lavorativo - spiega Giuseppe Pennacchio, responsabile per Gesco del coordinamento dei servizi - E’ discutibile pensare che individui ospiti di strutture riabilitative ormai da anni possano improvvisamente essere guariti e predisposti per il ritorno a casa”. “Da un lato - ha proseguito - si taglia l'assistenza ai pazienti pensando solo a ridurre i costi di mantenimento, dall'altro non si salvaguarda il livello occupazionale. Ci si sta dirigendo verso la chiusura di tutte le strutture psichiatriche di Caserta: con l'alibi della crisi, si pensa di poter tagliare arbitrariamente e sempre a discapito dei soggetti più deboli”.
Gesco – che da dicembre 2007 sta lavorando senza una proroga che definisca i termini del contratto e i livelli minimi di assistenza – ha più volte chiesto chiarimenti all’ex Asl Caserta 1, senza ottenere alcuna risposta. La situazione è esplosa, fino a dilagare in una protesta in cui venerdì mattina alcuni operatori si sono radunati davanti alla sede dell'Asl di Caserta di via Unità Italiana minacciando di incatenarsi ai cancelli della struttura sanitaria.
“Se non avremo risposte adeguate al più presto - annuncia Giuseppe Pennacchio - saremo costretti ad interrompere le attività. Abbiamo già comunicato all’Asl la data: il 4 agosto 2009”.

 

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di Redazione
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