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Legambiente: "443 le aziende coinvolte"

Terra dei fuochi, sversati 10mln di tonnellate di veleni

La maggior parte hanno sede sociale nel centro e nord Italia

Terra dei fuochi, sversati 10mln di tonnellate di veleni
16/11/2013, 13:41

NAPOLI - Legambiente ha prodotto un dossier contenente un vero e proprio “dizionario dell’ecocidio”, mettendo insieme i numeri sulle rotte “inquinanti” verso la Terra di fuochi, l’area compresa tra Napoli e Caserta, dove in 22 anni, dal 1991 al 2013, sono stati sversati 10 milioni di tonnellate di veleni. In particolar modo, negli ultimi vent’anni sono state aperte 82 inchieste per il traffico dei rifiuti, sono state eseguite 915 ordinanze di custodia cautelare in carcere e sono state fatte 1.806 denunce. Le aziende coinvolte, la maggior parte delle quali (circa il 90%) hanno sede sociale al centro e al nord Italia, sono 443.

Nel documento stilato da Legambiente si legge esplicitamente che il traffico di rifiuti nel napoletano e nel casertano “gestito dalla criminalità organizzata convogliava ‘veleni’ da ogni parte d’Italia per seppellirli direttamente nelle discariche legali e illegali della Terra dei Fuochi” e che delle “443 aziende coinvolte, la stragrande maggioranza hanno sede sociale al centro e al nord Italia”. “Negli oltre 410 mila camion – sostiene Legambiente – è viaggiato di tutto: scorie derivanti dalla metallurgia termica dell’alluminio, polveri di abbattimento fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica, rifiuti prodotti da petrolchimici storici del nostro Paese (l’Acna di Cengio, l’ex Enichem di Priolo, i fanghi conciari della zona di Santa Croce)”.

I portavoce dell’associazione affermano che una tragedia del genere e “’l’invisibilità’ di una colonna di decine di migliaia di tir”, possono essere state possibili solo a causa dell’inerzia delle istituzioni che avrebbero dovuto svolgere gli opportuni controlli e a causa di “una fitta rete di collusioni e omertà”. Secondo Rossella Muroni, la direttrice generale di Legambiente, si è trattato di “un crimine in piena regola”. “Oggi però – ha aggiunto Rossella Muroni –, vogliamo che sia archiviata finalmente la triste stagione della Terra dei fuochi e che il territorio possa tornare a vivere e credere nel futuro”.

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di Vanessa Ioannou
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