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Battaglia legale tra i due

Testi-Ferilli, i messaggini hard e la diffamazione


Testi-Ferilli, i messaggini hard e la diffamazione
25/09/2012, 15:48

Hot hot hot. Sono messaggi inequivocabili quelli depositati da Francesco Testi in procura a Bergamo, a supporto del suo esposto contro Sabrina Ferilli, ritenuta colpevole di diffamazione per aver negato la loro relazione d'amore e aver insinuato l'omosessualità dell'attore.
Gli sms allegati alla querela di Testi sono circa un centinaio ed è difficile trovarne uno solo che non dimostri un'evidente relazione tra i due. Basti dire che in uno di quei 100 messaggi compare per almeno sei volte la parola "amore": una ripetizione quasi ossessiva. Non manca poi un loquace "averti al mio fianco è stupendo", sempre scritto dall'attrice e ricevuto dal telefonino dell'attore, ex del Grande Fratello. Ma non basta, visto che buona parte di quegli scritti in versione digitale è piuttosto hard, tipico di due amanti clandestini.
 Lo scorso giugno l'attore e l'attrice romana e romanista, che da sei anni ha una relazione ufficiale con il presidente di Terna (ed ex direttore Rai) Flavio Cattaneo, erano stati ripresi in atteggiamenti intimi sul set Mediaset di "Baciamo le mani", in Bulgaria. Il gossip sulla relazione tra i due non si era fatto attendere e Sabrina Ferilli aveva affidato la sua smentita ad un comunicato stampa: "Le foto sono di un set e ciò verrà dimostrato. Smentisco di aver mai avuto e mai potrei avere rapporti intimi di qualsiasi genere e natura con Francesco Testi, attore della fiction "Baciamo le mani", prodotta dalla scuderia Tarallo di cui Testi fa parte e a cui è legato da profondi rapporti". 
L'attore si è sentito diffamato, perché quel comunicato conteneva, secondo lui, «frasi sibilline» che alludevano a rapporti omosessuali tra lui e il produttore Alberto Tarallo. E inoltre alludeva a presunti favori ottenuti da Testi per avere il suo posto sul set. Da lì la querela, allegando il malloppo di messaggi in parte amorosi e in parte hot, e gli articoli di giornale che avevano ripreso il comunicato della Ferilli, in buona parte stampati da tipografie con sede in provincia di Bergamo. 

Ma la diffamazione c'è stata oppure no?  È questa la domanda a cui la magistratura deve rispondere. E a supporto della querela di Francesco Testi è arrivata, proprio quest'estate, una sentenza della Cassazione: "Secondo la sentenza della Corte - ha spiegato ieri sulle pagine di Gente l'avvocato Daria Pesce, legale di Terzi - dare del gay a una persona costituisce lesione della privacy e della reputazione".
Ovvero la Cassazione ritiene che costituisce reato utilizzare un dato sensibile, come quello legato alla sessualità, per fare un'affermazione falsa o comunque per mettere in difficoltà un'altra persona. Le indagini sono solo all'inizio. Francesco Testi è stato ascoltato in procura il 4 settembre. Ieri il sostituto procuratore titolare del fascicolo non si è lasciato sfuggire nulla, nemmeno sull'intenzione (sulla quale non ci sono conferme) di ascoltare a Bergamo la procace attrice romana.

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di Redazione
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