Cyber, scienza e gossip / Scienza

Commenta Stampa

Il quotidiano:"Ancora lontani dalla creazione della vita"

The Times su vita artificiale:"Solo isteria sintetica"


The Times su vita artificiale:'Solo isteria sintetica'
22/05/2010, 12:05

NAPOLI - Dopo l'enorme scalpore generato dall'annuncio-scoperta di Craig Venter ed il turbine di dichiarazioni, provocazioni, timori ed entusiasmi, sulla questione "vita artificiale" interviene con fermezza il quotidiano inglese "The Times" che, riguardo al nuovo passo avanti nel mondo della genetica, precisa che si tratta di  "un grande progresso nella biologia cellulare, ma la creazione della vita è tutt'altra meta, da cui siamo ancora molto lontani".
Si ai giusti riconoscimenti scientifici ma assolutamente no ai facili (e cialtroni) sensazionalismi che hanno caretterizzato i titoloni comparsi su tv e giornali nelle ultime ore. Il motivo preciso della cautela più che necessaria lo spiega il  dottor Raymond Tallis proprio sul The Time.
Tallis, difatti, sottolinea che quella di cui ha parlato tutto il mondo in realtà non è altro che la creazione in laboratorio di un tipo peculiare di Dna batterico inserito all'interno di una cellula batterica. Il dna prodotto è praticamente uguale a quello che si trova in natura (tranne che per gli aspetti patogeni) ma ben diverso e molto meno complesso da ottenere rispetto, ad esempio, alla creazione di una cellula completa, funzionante e "viva".
L'esperto sottolinea dunque che "Una delle conseguenze del Progetto genoma è stata quella di mostrare quanto poco il codice genetico sia in grado di dire a proposito degli organismi che produce, specialmente quelli complessi". Per parlare di vita artificiale in maniera consapevole ed aderente alla realtà, in effetti, occorrerebbe essere in grado non solo di scrivere un dna partendo da zero e non da elementi già conosciuti ma, in aggiunta, di essere capaci di prevedere il comportamento genetico del modello fenotipico generato. Ciò che ha dimostrato Venter, infatti, è che è possibile riprodurre acido desossiribonucleico in laboratorio a condizione che però, lo schema di tale codice, sia già noto. Certo lo spiraglio aperto, soprattuo per quanto concerne l'ingegnerizzazione di batteri con determinate caratteristiche, è importante e va assolutamente sottolineato. Prima di parlare di "creazione di vita in laboratorio", però, gli esperti invitano ad attendere lo sviluppo di conoscenze scientifiche oggi ancora non raggiunte.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©