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Torna a circolare in Internet una vecchia bufala, aggiornata

Torna la 'telefonata succhiasoldi'. Garante la Procura


Torna la 'telefonata succhiasoldi'. Garante la Procura
17/04/2010, 19:04

Torna di moda la telefonata ‘succhiasoldi’, quella che dovrebbe, secondo l’appello, scalare dal credito della sim 50 euro alla risposta più 2,5 euro al secondo. Si tratta ovviamente di una bufala, per di più datata, ma sono ancora in molti quelli che non esitano a diffonderla. Questa volta l’appello torna in versione riveduta e corretta, con un garante d’eccezione: la Procura di Napoli, con tanto di timbro e firma del procuratore Giovandomenico Lepore.

Il testo dell’appello è quello che trovate in coda all’articolo, riportato per intero. E’ identico, parola per parola, a quello che gira in Internet almeno dal 2005. Cinque anni. L’intestazione, questa volta, è di Federconsumatori e sembra essere un messaggio inoltrato dall’associazione. Basta un veloce controllo però per verificare che il logo non è quello giusto, e questo è già un primo indizio. Se andiamo a verificare sul loro sito, poi, troviamo un comunicato di smentita che trovate a questo link:
www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp

Alla fine dell’appello, il solito sito: www.finanza.it.
Potrebbe sembrare il sito della Guardia di Finanza, ma basta cliccarci per vedere che si tratta di tutt’altro: di finanza, appunto, e non ha niente a che fare con le forze dell’ordine.

La novità sostanziale di questa nuova versione dell’appello-bufala consiste nei timbri riconducibili alla Procura della Repubblica di Napoli. Uno è in alto a destra e porta la data del 4 marzo 2010, con tanto di numero di protocollo: 1086.
In basso a destra, un altro timbro, con numero di protocollo 380/2010. In alto a destra, addirittura il timbro col nome del procuratore, Giovandomenico Lepore, e quella che potrebbe essere la sua firma (iileggibile). L’appunto, scritto a penna, dice: “Si trasmette ai magistrati ed al dirigente”. Inutile spendere parole su quello che si può fare al giorno d’oggi con un qualsiasi programma di photo editing. Anche se i timbri fossero veri, però, la sostanza non cambierebbe: la Procura si sarebbe fatta garante di un appello fasullo.

L’appello gira quasi invariato da diversi anni, diffondendosi grazie al passaparola ma soprattutto tramite Internet. La regola è sempre quella: “tanto, se non è vero, che male fa”. Che, per inciso, è una delle regole più sbagliate di Internet: un appello falso di male ne fa, e anche molto, visto che sono alte le probabilità che gli indirizzi mail ai quali viene inoltrato finiscano negli elenchi di qualche spammer e vengano poi inondati di pubblicità spazzatura, divenendo in poche settimane inutilizzabili. Ma questi, è chiaro, sono pericoli ai quali non si pensa. Molto più semplice cliccare un semplice “inoltra a tutti” e sentirsi a posto con la coscienza. Molto più veloce che fare una ricerca su Google per verificare. Un secondo invece di dieci secondi, volete mettere la differenza?

Di seguito, il testo dell’appello:
Se ricevete un messaggio sul vostro cellulare che vi prega di richiamare il numero

Se ricevete un messaggio sul vostro
cellulare che vi prega di richiamare il numero 0141 455414 oppure
vi chiamano con questo numero visualizzato, non rispondete e non
richiamate per nessun motivo.
Se rispondete alla sola risposta vi vengono addebitati 50 euro,
più 2,5 euro per secondo di conversazione che non sentirete perché
il telefono sarà muto ma continueranno a spendere i vostri soldi.
Se avete una ricaricabile la prosciugano interamente alla
risposta.
Se vi chiamano spacciandosi per il vostro provider omnitel tim o
wind e vi chiedono di inserire un codice per utilizzare ad
esempio i programmi java oppure per ottimizzare le funzioni del
vostro cellulare, non fate nulla e riagganciate immediatamente perche'
vi stanno clonando la sim.”

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di Nico Falco
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