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Tornare ad amare dopo il tumore alla prostata


Tornare ad amare dopo il tumore alla prostata
15/09/2011, 16:09

Se fino a qualche anno fa, in Campania e al Sud Italia, per curare una malattia si pensava a viaggi verso grandi centri del nord Italia , oggi, è possibile curarsi nella propria città o regione grazie alla presenza di reparti di eccellenza di molti ospedali del Mezzogiorno.Tra questi l’unità di urologia dell’ospedale Cardarelli di Napoli diretta dal professor Alberto Masala , all’avanguardia nel trattamento dell’impotenza con l’impianto di protesi di nuova generazione che consentono ai pazienti un ritorno a una normale sessualità dopo l’ intervento alla prostata per tumore. Secondo recenti dati , dopo il cancro è crisi di coppia per circa 3 milioni di italiani che a seguito dell’asportazione radicale della prostata (prostatectomia) vogliono tornare ad amare e non si rassegnano all’impotenza . Ora gli ultimi progressi terapeuti indicano, quando i farmaci stimolatori dell’erezione sono inefficaci, le protesi peniene come valida soluzione per il ritorno all’amore. “L'asportazione chirurgica completa della prostata”, spiega il dottor Maurizio Carrino, urologo al Cardarelli di Napoli , "è l'unico intervento chirurgico in grado di curare e guarire il tumore. Ma nonostante le attuali tecniche laparoscopiche e robotiche e la nerve sparing che 'risparmia' i nervi dell'erezione, causa impotenza in oltre il 70% dei pazienti operati. Questa conseguenza si verifica perché i nervi dell’erezione possono essere danneggiati durante l’intervento chirurgico. Le protesi peniene idrauliche di ultima generazione consentono un’erezione simile a quella fisiologica e prevedono l’inserimento all’interno dei cilindri naturali del pene , i corpi cavernosi, di due cilindri artificiali collegati ad una pompa di controllo, a livello dello scroto, e ad un serbatoio contenente del liquido . L’uomo può così ottenere un’ erezione quando vuole con la stessa sensibilità e capacità di orgasmo presenti prima dell’intervento premendo un attivatore a pressione posto sotto la cute dello scroto tra i due testicoli. In questo modo il liquido contenuto nel serbatoio si trasferisce ai cilindri e il pene si indurisce. Premendo di nuovo il liquido passa dai cilindri al serbatoio e il pene ritorna in condizione di riposo. Un altro spiacevole effetto collaterale dell’asportazione della prostata è la riduzione delle dimensioni del pene che si accorcia a 15 giorni dall’intervento di 1 cm e mezzo fino superare in alcuni casi i 2 cm dopo un anno. Questo problema è stato superato grazie alle ultime protesi AMS 700 che, rispetto a quelle del passato in grado solo di ingrossare il pene, consentono oggi una perfetta erezione con un ingrossamento e allungamento del pene garantendo all’uomo il ritorno alla sua normale vita sessuale. Sebbene la protesi risolva definitivamente l’impotenza post prostatectomia molti uomini non ne conoscono l’esistenza perché spesso non vengono informati dai medici. Stessa mancanza di informazione anche per i 400.000 italiani affetti da grave impotenza non legata a interventi alla prostata e che non risponde ai farmaci .Gli interventi di chirurgia protesica lo scorso anno sono stati 1.200: solo lo 0.4% degli italiani con gravi problemi erettili ha ricevuto un trattamento risolutivo, nonostante molti studi scientifici dimostrano l’efficacia delle protesi con un elevato grado di soddisfazione per il paziente e per la partner. E proprio per favorire la diffusione delle tecniche chirurgiche per l’impianto delle protesi peniene che l’urologia del Cardarelli organizza il giorno 16 settembre 2011 una giornata di alta chirurgia protesica dove verranno effettuati alcuni interventi chirurgici. Obbiettivo del corso è l’apprendimento della metodica da parte degli urologi e la sua diffusione presso altri ospedali della Penisola . Il reparto di urologia delI’Ospedale Cardarelli di Napoli vanta circa 500 visite andrologiche e 2500 interventi di chirurgia urologica l’anno di cui circa 300 di chirurgia andrologica tra questi . Grazie a un budget particolare messo a disposizione dai vertici aziendali vengono effettuati almeno 15 impianti protesici idraulici senza alcuna costo economico per il paziente.
Un dato molto importante se si considera che in Italia alcuni ospedali hanno problemi ad acquistare le protesi proprio per via dei loro budget e spesso il paziente è costretto a ricorrere presso strutture private a suo totale carico economico. Per questo motivo il Cardarelli è il principale ospedale che effettua chirurgia protesica ricostruttiva in Campania” .

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di Redazione
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