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Criticità del piano sanitario

Torre del Greco - Ospedale Maresca - luci e ombre


Torre del Greco - Ospedale Maresca - luci e ombre
09/12/2010, 16:12

In data 18 ottobre 2010 il comitato spontaneo “Pro Maresca”, istituito presso lo Studio legale dell’avvocato Gennaro Torrese – Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata – è stato inviato il dossier “Ospedale Agostino Maresca” di Torre del Greco all’attenzione del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, al Presidente del Senato della Repubblica Italiana Renato Schifani, al Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana Gianfranco Fini, al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana Silvio Berlusconi, all’Unione Europea – Rappresentanza Commissione Europea in Italia all’attenzione del Segretariato Generale dell’Unione Europea di Bruxelles, al Ministro della Salute Ferruccio Fazio, alla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia del servizio sanitario Ignazio Marino, al Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali Leoluca Orlando, al Prefetto di Napoli Andrea De Martino, al Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, al Presidente della quinta Commissione Sanità della Regione Campania Michele Schiano di Visconti, al Sub Commissario Giuseppe Zuccatelli, al Commissario straordinario dell’A.S.L. Napoli 3 Sud Vittorio Russo, al Direttore generale dell’A.R.S.A.N. Lia Bertoli e al Presidente della Consulta regionale Femminile Monica Maietta.
Si tratta di considerazioni circa le modalità di attuazione del Piano Sanitario Regionale di rientro e di riorganizzazione ospedaliera della Regione Campania e i criteri di valutazione adottati.
Tale nosocomio ha servito per oltre quarant’anni tutta la fascia costiera che va da San Giorgio a Cremano, a San Sebastiano al Vesuvio, a Portici, Ercolano, servendo un bacino di utenza di circa 300.000 cittadini. La Regione Campania nel 2010, per far fronte al notorio disavanzo accumulato negli anni nel settore sanitario, ha deciso di dismettere tale struttura declassificandola da Ospedale di II Livello Emergenze-Urgenza a semplice Ospedale di lungo degenza e riabilitazione.
La Regione Campania per ripianare tale disavanzo, stimato intorno ai mille milioni di euro dovrà avviare un riordino ospedaliero e ricorrere ai fondi F.A.S.  - Fondo per le aree sottoutilizzate  - per evitare un’ulteriore inasprimento dell’aliquota regionale I.R.P.E.F. e della maggiorazione regionale I.R.A.P. La contestazione riguarda i criteri di valutazione adottati per il piano di rientro e le modalità di attuazione di tale piano sanitario regionale, in particolare il decreto del Commissario ad acta n. 42 del 14 luglio 2010 e il successivo decreto n. 49 del 27 settembre 2010, nonché tutte le consequenziali ed eventuali modifiche che non prevedono il II livello emergenza urgenza al Presidio Ospedaliero Maresca.
In particolare modo si contestano i criteri di valutazione seguiti nel nuovo piano sanitario regionale che fonda tale decisione su risultati matematici, scaturiti da calcoli a computer incentrati sulla valutazione delle schede di dimissioni ospedaliere S.D.O. Tali schede hanno portato ad una errata valutazione e determinazione dei costi relativi ai raggruppamenti omogenei di diagnosi D.R.G. tali criteri di valutazione, basati sulle S.D.O. e conseguenti D.R.G., unitamente ad una volontà di depotenziare il Maresca non utilizzando gli appositi fondi stanziati per l’adeguamento conservativo e tecnologico - circa 14 milioni di euro nel 2004 – fotografano erroneamente il P. O. di Boscotrecase – relativo ad un bacino di utenza di circa 100 mila cittadini – come il più produttivo del P.O. torrese – relativo ad un bacino di utenza di circa 300 mila cittadini. Il P.O. Sant’Anna di Boscotrecase diventerebbe il contenitore principale, ossia ospedale di II livello Emergenza-Urgenza e il P. O. Agostino Maresca di Torre del Greco il contenitore secondario, ossia come Ospedale di lungodegenza e riabilitazione. Il Sant’Anna ha, inoltre, un numero di posti letto di 74 unità rispetto ai previsti 150 dal piano del Sub Commissario alla Sanità Giuseppe Zuccatelli. Tanti sono i punti di criticità del piano di rientro. Il P.O. Sant’Anna di Boscotrescase presenta una scarsa capacità ricettiva e una difficile raggiungibilità rispetto al Maresca. Inoltre nel P.O. di Boscotrescase c’è una pericolosa commistione dovuta all’ingresso comune dei reparti di ginecologia e pediatria con gravi rischi di contagio per le gestanti, sia per il feto che per il neonato. E’ addirittura dimezzato il numero di posti letto riguardanti il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Sant’Anna rispetto all’ospedale Maresca, nell’inadeguatezza del reparto infantile di Boscotrecase e nella insufficienza di spazi idonei per l’ambulatorio di allergologia con prick test, per l’ambulatorio di auxologia – endocrinologia e per l’ambulatorio relativo alla somministrazione del Synagis – ciclo vaccinale volto a proteggere i bambini pretermine o cardiopatici dalle virosi respiratorie. Nella inadeguatezza delle vie di accesso al P. O. di Boscotrecase dovuta anche alla ristrettezza della strada che in alcuni tratti non consentirebbe facilmente e contemporaneamente il passaggio di due veicoli in doppio senso di marcia, nell’insufficienza dei mezzi pubblici di trasporto che servono il territorio dove sorge l’Ospedale Sant’Anna di Boscotrecase, nella illogica e irrazionale presenza in pochi chilometri di ben quattro Ospedali di II livello Urgenza – Emergenza situati tra città pressoché confinanti, ossia Boscotrecase, Castellammare di Stabia-Gragnano, Vico Equense e Sorrento e nella conseguente illogica e irrazionale scopertura per tutta la fascia costiera vesuviana di un P.O. di II livello Emergenza-Urgenza.

Nella foto: avvocato Gennaro Torrese
 

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di Rossella Saluzzo
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