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Individuati materiali che contengono acqua.

Tracce di acqua su Marte.

Scoperte straordinarie del rover della Nasa Curiosity.

Tracce di acqua su Marte.
18/03/2013, 20:30

 Sul pianeta Marte sono stati individuati dei minerali che contengono molecole d'acqua  intrappolate nella loro struttura.

A scoprirli il rover della Nasa Curiosity, arrivato sul pianeta rosso nell'agosto 2012. Oggi l'agenzia aereospaziale americana comunica la trovata a distanza di una settimana dalla precedente  scoperta che rilevava l'esistenza, in passato, di un ambiente favorevole alla vita.

I minerali idrati sono stati individuati soprattutto nell'area di  Yellowknife Bay che probabilmente, in tempi remoti, era il letto di un fiume o di un lago e dove Curiosity ha perforato per la prima volta una roccia marziana.

Il risultato raggiunto e' stato possibile grazie a tre strumenti: la telecamera a infrarossi Mastcam, lo strumento russo DAN ( Dynamic Albedo of Neutrons), che spara neutroni sulla superficie di Marte per cercare tracce di idrogeno e lo spettrometro canadese APXS( Alpha Particle X-ray Spectrometer). 

Lo strumento russo Dan, in particolare, ha rilevato l'idrogeno principalmente nelle molecole di acqua legate ai minerali.

Maxim Litvak, dell'Istituto di Ricerca Spaziale di Mosca, ha rilevato: "''L'acqua, a Yellowknife Bay, e' presente in quantita' maggiori rispetto alle aree visitate finora da Curiosity”.

E' intervenuta anche Melissa Rice del California Institute of Technology:  ''Queste vene luminose – ha aggiunto - contengono sostanze minerali idrate che sono diverse dai minerali argillosi presenti nella roccia circostante''.

La composizione rilevata da Curiosity nelle aree visitate e' principalmente di basalto, il tipo di roccia più comune su Marte ed e' il materiale di base per le rocce sedimentarie esaminate da Curiosity.

Le rocce sedimentarie a Yellowknife Bay probabilmente, ha spiegato la Nasa, si sono formate quando le rocce basaltiche sono state sminuzzate dall'acqua, trasportate, ridepositate come particelle sedimentarie, e mineralogicamente alterate dall'esposizione prolungata all'acqua.

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di Flavia Stefanelli
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