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Lo studio è dell'American Society of Nephrology

Trapianti, reni: la dialisi peritoneale allunga la vita

E oggi si celebra la Giornata Mondiale del Rene

Trapianti, reni: la dialisi peritoneale allunga la vita
08/03/2012, 11:03

I pazienti in terapia con la dialisi peritoneale presentano, rispetto a quelli in emodialisi, un tasso di sopravvivenza maggiore. Lo studio è stato pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology. E non è un caso se la notizia arrivi nel giorno in cui si celebra la Giornata Mondiale del Rene. Quest’anno, infatti, la giornata si focalizza su come la positiva riuscita del trapianto possa consentire al paziente di avere nuovamente una vita in buona salute. In una situazione in cui la donazione di organi è ancora carente, i pazienti affetti da patologie renali croniche spesso vivono per molti anni in dialisi. Ed è per questo, fanno sapere gli esperti, che la giusta scelta terapeutica può essere determinate ai fini della buona riuscita del trapianto. L'inizio della dialisi può rappresentate per il paziente un momento di disorientamento. In molti casi si ha poco tempo e sostegno per capire le diverse opzioni terapeutiche disponibili motivo per cui la maggior parte dei pazienti inizia con il sottoporsi all'emodialisi in ospedale. Ovviamente, non tutti i pazienti potranno essere candidati al trapianto, ma per coloro che sono in lista d'attesa la dialisi peritoneale (Dp) fornisce numerosi benefici per un successivo trapianto di rene. Secondo lo studio, tra i benefici più importanti associati alla Dp c'è una maggiore preservazione della funzionalità renale residua. Nella dialisi peritoneale, la soluzione dialitica è somministrata ai pazienti tramite un catetere addominale affinché tossine e fluidi in eccesso vengano rimossi in modo continuativo attraverso la naturale membrana peritoneale del nostro organismo. Per tutta la giornata di oggi, ed in via del tutto gratuita, è possibile eseguire tutti gli esami che servono a monitorare lo stato di salute dei nostri reni. In particolare le analisi delle urine, la misurazione della pressione arteriosa fino ad un’ecografia dell’apparato. Le malattie renali sono in costante aumento. A tal punto da essere considerate un serio problema di sanità pubblica, sia per la mortalità che per i costi per i servizi sanitari. Stiamo parlando di circa 2,5 milioni di persone colpite da patologie renali in trattamento dialitico per uremia cronica: in Italia 50.000. Per lo più si tratta di persone adulte, con più di 60 anni (ma non mancano i giovanissimi) affetti da ipertensione, diabete, obesità, predisposizione genetica (e/o familiarità) con alcune malattie dei reni e, nota dolente, pazienti che fanno abuso di farmaci antinfiammatori. Maggiori informazioni e luoghi delle manifestazioni si possono consultare sul sito della Fondazione Italiana del Rene, affiliata alla Federazione Internazionale delle Fondazioni del Rene (IFKF), che ha dato vita alla Giornata Mondiale insieme alla Società Internazionale di Nefrologia (ISN).

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di Veronica Riefolo
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