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Parte dei soldi rubati utilizzati per ricariche telefoniche

Truffe in Internet, denuciata famiglia: capobanda un 17enne


Truffe in Internet, denuciata famiglia: capobanda un 17enne
21/05/2009, 21:05

La mente della piccola organizzazione era un 17enne di San Cipriano d’Aversa. Attirava le vittime promettendo un lavoro, si faceva rivelare il codice postepay e ripuliva il loro conto, acquistando poi ricariche telefoniche per sé e per i familiari. Una ‘truffa classica’ da perpetrare in rete, per la quale bastano un minimo di conoscenze informatiche ed una vittima tanto ingenua da fornire i propri dati riservati ad uno sconosciuto.
Lo zio metteva a disposizione il proprio pc per l’intera giornata, mentre il ragazzino si lanciava alla ricerca di prede da truffare. Una delle vittime è una 25enne anacaprese in cerca di lavoro. E’ stata contattata dal 17enne che le aveva promesso l’invio di prodotti informatici da vendere. La donna aveva poi contattato, ignara della truffa che stava per subire, una serie di persone sul popolare sito di aste E-bay mostrando loro i prodotti informatici per un valore commerciale di oltre quattromila euro. Quando non ha visto arrivare i prodotti da vendere si è rivolta al giovane, che le ha chiesto il codice della sua carta postpay. Una volta ottenute quelle cifre, il ragazzo non ha fatto altro che andare sul sito delle Poste, inserire numero di carta e relativo codice, e prelevare il denaro di cui aveva bisogno.
La 25enne si è accorta della truffa solo quando si è accorta che dal conto mancavano circa 6mila euro. E’ scattata una denuncia alla polizia che, attraverso ricerche via web, è riuscita a smascherare la truffa e ad accertare che parte del denaro era stato utilizzato per ottenere ricariche telefoniche gratis, regalate all’intero nucleo familiare. In questo modo il giovane aveva tra l’altro lasciato una traccia evidente, collegando quel denaro ai numeri di telefono ricaricati.
Gli agenti hanno accertato che il ragazzo, usando ogni volta una account diverso, aveva inviato le stesse offerte di lavoro ‘trappola’ a numerose persone in tutta Italia. Ora tutta la famiglia dovrà rispondere dei reati, in concorso tra loro, di frode informatica, ricettazione e sostituzione di persona.

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di Nico Falco
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