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Giovanni d'Agata, IdV: "Salvaguardare salute dei cittadini"

Tutela del consumatore: più controlli su frutta ed alimenti


Tutela del consumatore: più controlli su frutta ed alimenti
09/12/2009, 09:12

NAPOLI - E’ di qualche giorno la notizia secondo cui alcune partite di pere importate dalla Turchia a seguito di alcuni controlli avrebbero riportato livelli residui di antiparassitari, in particolare l’“amitraz” fino a 1400 volte la soglia di sicurezza per la salute quando il livello massimo per questo pesticida è 0.01mg/kg di peso corporeo.
Per questa ragione la Commissione Europea ha immediatamente imposto misure di emergenza
ordinando agli Stati membri l’aumento dei controlli fino al 10 % delle partite di pere provenienti dalla Turchia dopo che gli accertamenti avrebbero ripetutamente trovato quantità dell’antiparassitario “amitraz” di gran lunga di superiori al livello di guardia, con conseguenti rischi per la salute.
La decisione della Commissione è arrivata dopo le numerose segnalazioni di violazione tramite il Sistema di allarme rapido per alimenti e mangimi (RASFF) nel corso di un periodo di due anni tra il 2007 e il 2009.
Ritiene il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, che dati i rischi per la salute e la situazione d’urgenza, sia opportuno adottare le misure di emergenza previste dalla procedura di cui all’articolo 53 (1), del regolamento (CE) n. 178/2002″.
Ai sensi dell’articolo 53 del regolamento (CE) n. 178/2002, infatti, la CE può adottare “misure di emergenza per gli alimenti e i mangimi importati da un Paese terzo al fine di proteggere la salute umana e animale o l’ambiente, dove il rischio non possa essere adeguatamente affrontato mediante misure adottate dai singoli Stati membri”.
In generale, è opinione del componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA che sia utile ampliare i controlli ordinari non solo per la frutta, ma per tutti i generi alimentari d’importazione extra – UE, specie di quelli di provenienza da Paesi che hanno ridotti standards qualitativi e biologici rispetto ai parametri adottati all’interno dell’Unione, al fine di evitare emergenze e situazioni contingenti per la salute dei cittadini.

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di Redazione
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